Come funziona la Naspi e come si calcola? Quali sono i requisiti e come richiederla? Quando viene pagata e come sospenderla?

La Naspi è un sussidio di disoccupazione a favore dei lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il proprio posto di lavoro.

Purtroppo, come si sa, lo stato di disoccupazione sconvolge la vita di una persona, questo perché viene meno anche lo stipendio mensile, che permette ad una persona di potersi procurare l’essenziale per sé e per la propria famiglia.

È proprio per questo motivo che lo Stato ha messo a disposizione la Naspi.

Unione dei Consumatori può aiutarti perché grazie a validi professionisti del settore potrà:

  • procedere ad una valutazione* del caso
  • verificare se disponi di tutti i requisiti previsti dalla legge per chiedere e ottenere la Naspi
  • nel caso di domanda già presentata verifica quasi sono i problemi dovuti al blocco

 

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Nel l’articolo ti illustreremo non solo come funziona la Naspi, ma ti spiegheremo anche quando spetta e come chiederla.

 

 

Come funziona la Naspi

Prima di entrare nel dettaglio sull’argomento, o meglio, prima di spiegare come funziona la Naspi, è necessario chiarire cosa vuol dire Naspi.

Il termine Naspi sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego ed è un’indennità mensile di disoccupazione a favore di tutti quei lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente la propria occupazione, a partire dal 1° maggio 2015.

Il beneficiario potrà usufruire del sussidio di disoccupazione senza svolgere mansioni, ma dovrà annualmente aggiornare lo stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego.

La durata del sussidio di disoccupazione non è fissa, ma varia in base al numero dei contributi che sono stati versati negli ultimi quattro anni, che precedono la data dell’interruzione del rapporto di lavoro.

Tuttavia, la durata della Naspi non può mai essere superiore a 24 mesi.

 

Come si calcola la Naspi

Dopo aver chiarito nel precedente paragrafo come funziona la Naspi, è necessario, adesso, capire come si calcola la Naspi.

Per il calcolo Naspi e più precisamente per il calcolo dell’importo spettante sono necessari solamente:

  • l’estratto conto previdenziale (reperibile anche telematicamente mediante sito INPS)
  • una calcolatrice

Poi, occorrerà sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali, ricevute negli ultimi quattro anni, e dividere il risultato per il numero di settimane di contribuzione, infine il quoziente ottenuto dovrà essere moltiplicato per il coefficiente 4,33.

Se il prodotto, poi, è inferiore a 1.227,55 euro, al lavoratore spetterà un’indennità pari al 75%, mentre se è superiore, al lavoratore spetterà un’indennità pari al 75% più il 25% della differenza tra retribuzione mensile e 1.227,55 euro.

Nel 2020, l’importo dell’indennità Naspi non può superare i 1.335,40 euro al mese.

Inoltre, a partire dal 91° giorno questo importo si riduce del 3% al mese.

 

Quando spetta la Naspi e quali sono i requisiti

Le domande che la maggior parte dei lavoratori si pongono, a seguito della perdita del posto di lavoro, sono: quando spetta la Naspi, chi può richiedere la Naspi e quali sono i requisiti?

La Naspi può essere richiesta da tutti quei lavoratori dipendenti che hanno subito involontariamente la perdita del posto di lavoro, ma precisamente a chi spetta la Naspi? Vediamolo:

  • apprendisti
  • dipendenti della pubblica amministrazione con un contratto a tempo determinato
  • personale artistico con contratto subordinato a tempo determinato
  • soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato.

Tuttavia, la legge concede il sussidio di disoccupazione anche nei seguenti casi:

  • licenziamento disciplinare
  • dimissioni nel periodo tutelato di maternità
  • dimissioni per giusta causa (Es. mancato pagamento dello stipendio oppure spostamento immotivato del dipendente ad altra sede)
  • risoluzione consensuale, qualora sia intervenuta nell’ambito di una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro.

Quando non spetta la Naspi: la Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego non spetta se non sei un lavoratore rientrante nelle categorie appena elencate e se non hai versato un numero sufficiente di contributi negli ultimi quattro anni, antecedenti la richiesta.

Adesso elencheremo i requisiti per Naspi così da poter comprendere anche quando chiedere la Naspi.

Tutti i lavoratori per poter usufruire della Naspi devono possedere tre requisiti fondamentali, cioè:

  • stato di disoccupazione involontario
  • avere versato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione
  • 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

 

Quando viene pagata la Naspi

I pagamenti Naspi avvengono mensilmente, tuttavia, la data di quando viene pagata la Naspi può variare in base alla presentazione della domanda all’INPS, quindi non vi è uno specifico giorno di pagamento Naspi.

Inoltre, sono molto frequenti dei ritardi circa l’erogazione dell’indennità di disoccupazione, ma tramite piattaforma INPS è possibile controllare se il pagamento Naspi è stato effettuato o se è ancora in corso.

 

Come chiedere la Naspi

Nel paragrafo precedente ti abbiamo indicato chi può richiedere la Naspi, adesso ti spiegheremo come richiedere la Naspi online e dove presentare domanda.

Per richiedere la Naspi è necessario compilare un modulo che dovrà essere inviato all’Inps, entro 68 giorni dall’interruzione del rapporto di lavoro.

Il modulo deve essere inviato per via telematica, in una delle seguenti modalità:

  • dal sito INPS o dall’APP direttamente dal cittadino in possesso del PIN dispositivo INPS;
  • rivolgendosi ad un patronato, che offre assistenza gratuita;
  • tramite Contact Center Multicanale INPS INAIL, chiamando da telefono cellulare il numero 06164164 o da rete fissa il numero 803164.

 

Chi percepisce la Naspi può richiedere il reddito di cittadinanza?

Ebbene SI, chi percepisce la Naspi può anche presentare domanda per il reddito di cittadinanza.

Tuttavia, l’importo del reddito di cittadinanza (RdC) varierà in base alla somma percepita a titolo di Naspi.

È necessario specificare che, anche se vi è compatibilità tra Naspi e Rdc, non è detto che il beneficiario della Naspi potrà usufruire anche del reddito di cittadinanza.

 

Quando e come sospendere la Naspi

Lo scopo della Naspi, come abbiamo visto, è quello di supportare il lavoratore che ha perso il lavoro. Durante il periodo di fruizione dell’indennità di disoccupazione il lavoratore può riprendere a lavorare e può richiedere di sospendere la Naspi temporaneamente.

Per sospenderla è assolutamente necessaria la sussistenza di due requisiti, e cioè che:

  • il lavoratore subordinato percepisca un reddito non superiore a 8.000 euro
  • il contratto di lavoro abbia una durata non superiore a 6 mesi

Come già detto, questi sono i requisiti fondamentali affinché sia possibile la sospensione della Naspi e la loro violazione ne comporta l’interruzione.

Il lavoratore, interessato a sospendere la Naspi, deve darne comunicazione all’INPS mediante loro piattaforma, entro 30 giorni dalla data di assunzione.

 

Richiedici assistenza

Nel caso in cui la tua domanda non venga accettata o per qualche motivo rimanga bloccata senza alcuna apparente motivazione o semplicemente necessiti di chiarimenti su come funziona la Naspi, non esitare a contattarci.

Unione dei Consumatori grazie al suo team di validi professionisti potrà:

  • valutare* il tuo caso e forniti tutte le informazioni di cui necessiti
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