In questi giorni caratterizzati ormai dalle restrizioni di alcune libertà a seguito delle misure adottate dal Governo, al fine di contenere il dilagarsi del coronavirus, si è ampiamente discusso circa le sanzioni applicabili, in caso di trasgressione delle disposizioni previste dalle Autorità.

In assenza di precise linee guida, si sono valutate le possibili sanzioni applicabili, lo abbiamo fatto anche noi, prevedendo alcune fattispecie penali poi confermate dalle diverse Procure della Repubblica.

Tuttavia, l’ultimo provvedimento del Governo, il DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19, all’art. 4 ha espressamente previsto una rubrica: “Sanzioni e controlli”.

In seguito, cercheremo di fare chiarezza e di rappresentare il quadro sanzionatorio.

 

 

Cosa succede se non rispetto le misure restrittive ma NON sono positivo al virus?

Il comma 1 dell’art. 4, espressamente prevede l’abbondano dell’art. 650 c.p. di cui si era ampiamente discusso nei giorni addietro. Adesso, chi non rispetta le misure restrittive previste dal Governo, sarà punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000.

Se il mancato rispetto delle predette misure avviene con l’utilizzo del veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

Quindi nessun procedimento penale?

Attenzione, l’articolo espressamente recita: “ Salvo che il fatto non costituisca reato” !

Quindi, ad esempio, rimane il reato  previsto e punito dall’art. 495 c.p..

Infatti, quando sarete fermati, vi sarà chiesta un’autocertificazione in cui sarete invitati a  dichiarare il motivo della vostra presenza in strada.

Nel modulo predisposto dal Ministero dell’Interno viene fatto riferimento all’art. 495 c.p. «Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri».

La norma prevede: “Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona  è punito con la reclusione da uno a sei anni.”

Quindi, non siete del tutto esenti dal pericolo di un procedimento penale, nel caso in cui commettete altri reati diversi dalla semplice trasgressione del provvedimento di restrizione.

 

Cosa succede se non rispetto le misure restrittive ma sono positivo al virus?

La violazione della misura di cui all’art. 1, comma 2, lettera e):  “divieto assoluto di allontanarsi dalla  propria  abitazione  o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’ risultate positive al virus”, sarà punita ai sensi dell’art. 260  del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1665, Testo unico delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7.

Infatti, lo stesso decreto legge, al comma 7, ha aumentato la sanzione del regio decreto richiamato  prevedendo l’arresto da 3 mesi a 18 mesi con l’ammenda  da euro 500 ad euro 5.000.

Questa sanzione sarà applicabile salvo che il fatto non costituisca la violazione dell’art. 452 c.p.  “Delitti colposi contro la salute pubblica”, con pene che possano andare fino ai 12 di reclusione.

Non sono però esclusi più gravi reati!

Quindi, rimangono salde alcune fattispecie penali possibilmente inquadrabili al caso di specie come l’art. 438 c.p. (epidemia) che prevede, addirittura, la pena dell’ergastolo! ( Da notizie di stampa, alcune Procure hanno già avviato indagini in tal senso)

Inoltre, paragonando l’eventuale “untore”, al positivo di HIV, le pene, a seconda della fattispecie contestata, possono andare dalla reclusione fino a tre mesi per le lesioni colpose, sino ad una pena da 6 a dodici anni per le lesioni dolose gravissime e 21 anni di reclusione (nel minimo) per l’omicidio volontario.

Pertanto, per i positivi al virus, bisogna stare molto attenti non solo per la propria salute ma anche per la propria fedina penale.

 

Se ho commesso la violazione, prima dell’entrata in vigore di questo decreto legge?

Il governo ha previsto che: “Le disposizioni del presente articolo che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in  vigore  del  presente decreto, ma in tali casi le sanzioni  amministrative  sono  applicate nella misura minima  ridotta  alla  meta’.”

Questo significa che in caso di precedente iscrizione nel registro degli indagati per la contravvenzione prevista e punita dall’art. 650 c.p., il vostro procedimento penale andrà verso la richiesta di archiviazione in quanto il fatto non è previsto più con una legge penale. Ripetiamo solo nel caso di 650 c.p., non altri reati.

In questo caso, sarete chiamati a pagare una sanzione amministrativa applicata nella misura minima ridotta alla metà, quindi 200 euro.

 

Se ho un’attività o un esercizio commerciale?

Il decreto legge prevede che nei casi di cui all’art. 1, comma 2, lettere i), m), p), u), v), z), e aa) ( in sintesi, attività commerciali, cinema, teatri, bar, ristoranti ecc…)  si applica la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Il decreto legge prevede pure una chiusura provvisoria per una durata non superiore a 5 giorni, nel caso in cui all’atto dell’accertamento delle violazioni occorre impedire la prosecuzione o la reiterazione della stessa.

Eventuale chiusura provvisoria è scomputata dalla corrispondente sanzione accessoria definitivamente irrogata.

 

Se commetto più volte la stessa violazione?

In caso di reiterata violazione della medesima  disposizione  la sanzione  amministrativa  è  raddoppiata  e  quella  accessoria   è  applicata nella misura massima.

 

E i provvedimenti delle Regioni e degli enti locali?

Ricordiamo che le misure restrittive non sono adottate soltanto dal Governo, ma anche dai Presidenti delle Regioni e dai Sindaci, come è avvenuto nei giorni scorsi.

In questo senso si è espresso l’ultimo decreto legge, prevedendo la possibilità per le Regioni di adottare misure più restrittive nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, i Sindaci hanno possibilità di adottare propri provvedimenti purchè non in contrasto con le misure statali.

Anche i provvedimenti delle Regioni e dei Comuni, sono soggetti a  un regime sanzionatorio, quindi quello che vi consigliamo è di aggiornarvi, attraverso i canali ufficiali, circa anche i provvedimenti del vostro Sindaco o del vostro Presidente della Regione.

 

Altri consigli

In conclusione, vi diamo alcuni consigli.

Documentatevi solo da fonti ufficiali circa le restrizioni previste e le attività che possono essere comunque portate avanti in questi giorni.

Utili sono i siti ufficiali del Governo oppure le pagine social delle forze dell’ordine. Troverete tutta una serie di domande comuni con le risposte.

Altro consiglio, quando uscite da casa per un valido motivo, qualora vi verrà chiesta l’autocertificazione, a campione verranno fatti degli accertamenti. Quindi non pensate di fare i furbi! Le forze dell’ordine potrebbero chiamare il vostro datore di lavoro, verificare se effettivamente avete fatto la spesa ecc.

Per qualsiasi informazione o confronto, potrete contattare la nostra Consulta Giuridica che potrà approfondire insieme a voi il caso specifico e affidarvi la strategia difensiva migliore.

 

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