Chi non ha studiato legge fatica a comprendere la disciplina dell’illecito civile e quella delle relative responsabilità.

Difatti, trattandosi di un argomento molto vasto, non è facile avere un quadro completo della fattispecie e, spesso, si rischia di far solo confusione.

Oggigiorno, le norme del Codice civile risultano sempre più insufficienti a rispondere alle esigenze di una realtà economico-sociale in continua evoluzione. Da ciò nasce la necessità dell’intervento di leggi speciali in quei settori in cui è difficile ottenere il risarcimento dei danni.

Nell’articolo, vedremo di seguito e nei dettagli:

  • cos’è l’illecito civile;
  • quali sono i suoi caratteri fondanti;
  • in cosa si differenzia rispetto all’illecito penale e a quello amministrativo;
  • in cosa consistono le relative tipologie di responsabilità.

 

 

Cosa sapere

In base a quanto disciplinato dall’art. 2043 del Codice civile, con illecito civile intendiamo in generale qualunque fatto, doloso o colposo, che cagioni ad altri un danno ingiusto.

Colui che lo ha commesso è obbligato a risarcire il danno causato, fatti salvi i casi di stato di necessità, di legittima difesa o di incapacità di intendere o di volere.

L’articolo costituisce il cardine del sistema della responsabilità extracontrattuale o aquiliana, ossia il principio per cui la lesione di una posizione giuridica soggettiva tutelata dall’ordinamento obbliga l’autore della lesione a risarcire le conseguenze negative patrimoniali e non da essa derivate.

Dal momento che l’ambito di applicazione della norma si estende a qualunque fatto, l’art. 2043 viene considerato una clausola generale dell’ordinamento e si parla di atipicità dell’illecito.

L’illecito civile può anche avere natura contrattuale se consegue all’inadempimento di un’obbligazione assunta. Invece, il risarcimento del danno da illecito extracontrattuale è soggetto alla prescrizione breve (art. 2947 c.c.), all’illecito contrattuale si applica l’art. 2946 che prevede il termine di decorrenza decennale (prescrizione ordinaria).

Quanto al risarcimento del danno, se nella responsabilità extracontrattuale sono risarcibili tutti i danni (prevedibili e non), nella responsabilità contrattuale, il risarcimento è limitato al solo danno prevedibile al tempo in cui è sorta l’obbligazione (art. 1225 c.c.).

Funziona diversamente anche l’onere della prova:

  • nella responsabilità aquiliana è il soggetto danneggiato a dover provare tutti gli elementi costitutivi del fatto illecito;
  • per la responsabilità contrattuale trova applicazione il principio della presunzione della colpa.

In quest’ultimo caso spetta dunque all’attore/creditore l’onere della prova dell’inadempimento e dell’entità del danno.

 

Caratteri fondanti dell’illecito civile

 Sul piano strutturale, l’illecito civile è costituito da tre elementi:

  • fatto materiale: comprende la condotta della persona, che può consistere in un fare (azione) o in un non fare (omissione), e l’evento dannoso, cioè il verificarsi di una situazione sfavorevole per il destinatario;
  • antigiuridicità: principio in base al quale il danno deve essere ingiusto e consistere nella lesione di una situazione giuridica soggettiva meritevole di tutela;
  • colpevolezza: l’atto deve essere frutto di un comportamento disapprovato dall’ordinamento e dunque condotto con dolo (volontaria trasgressione del dovere giuridico) o colpa (violazione di un dovere di diligenza, cautela o perizia).

 

La responsabilità dell’illecito civile

 Dalle divergenze tra l’illecito civile e quello penale nascono anche differenti tipi di responsabilità.

La responsabilità civile consiste nell’obbligo di risarcire il danno procurato ad un altro soggetto – sia questi un privato o una Pubblica Amministrazione – a seguito della violazione di un contratto o di un’altra norma prevista dalla legge.

La responsabilità civile è, dunque, generata dalla violazione di una norma che regola i rapporti tra soggetti privati e comporta l’obbligo di risarcire i danni causati a un’altra persona.

Quella penale, invece, è la responsabilità che consegue alla commissione di un reato e cioè alla violazione di una legge penale. La sanzione può essere:

  • in denaro (multa – ammenda);
  • detentiva (reclusione – arresto).

Dalla responsabilità penale deriva quasi sempre un obbligo risarcitorio verso la vittima.

 

Le finalità dell’illecito civile

Meritevole di considerazione è la distinzione tra illecito civile, penale e amministrativo.

L’illecito civile si distingue da quello penale, innanzitutto, per le finalità perseguite:

  • con il primo ci si prefigge di riparare interamente il danno subìto da interessi privati;
  • il secondo individua violazioni dell’ordine di gravità da richiedere misure statali dirette a punire il colpevole.

Inoltre, mentre l’illecito civile ha come conseguenza le sanzioni civili, il reato è sanzionato con la pena.

Quanto all’illecito amministrativo, questo è un istituto giuridico sempre più spesso utilizzato dal legislatore europeo.

L’illecito amministrativo si pone in posizione intermedia tra l’illecito civile (contrattuale o extracontrattuale) e l’illecito penale e consiste nella violazione di una norma giuridica cui viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria.

Vista la complessità della materia, se pensi di essere stato vittima di un illecito civile e vuoi che vengano attribuite le giuste responsabilità, ti consigliamo di affidarti a professionisti del settore, così da effettuare una corretta valutazione del caso.

 

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