È passato circa un anno dall’entrata in vigore del regolamento europeo che consente l’ingresso nel commercio dei cosiddetti “novel food” cioè i nuovi alimenti, tra cui ci sono anche gli insetti commestibili.  

Nonostante ciò, gli insetti commestibili in Europa (e quindi anche in Italia) continuano a non essere richiesti anche se nel mondo ci sono oltre due miliardi di persone che li mangiano. 

Sicuramente anche nel nostro continente arriverà con il tempo questa tipologia di cibo, che potrebbe garantirci un sostentamento continuo nel rispetto del pianeta.  

 

 

Insetti commestibili: una questione culturale

Curiosità e diffidenza: sono questi i due poli che si scontrano quando parliamo di insetti commestibili in Italia.  

Si tratta di un cibo che viene consumato nei paesi in via di sviluppo, ma potrebbe rappresentare una risorsa importante anche per gli occidentali.  

Il nostro è più che altro un pregiudizio culturale perché la nostra gastronomia tradizionale non prevede gli insetti. 

Anrnold Van Huis, uno degli autori del rapporto Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) intitolato proprio “Insetti commestibili” ha dichiarato che “in Occidente abbiamo un pregiudizio culturale e pensiamo che gli insetti, solo perché sono mangiati in Paesi in via di sviluppo, non possano essere buoni“.  

Di fatto però mangiamo molluschi, granchi, aragoste e gamberi che visti da vicino non sembrano molto diversi da alcuni insetti mangiati in Asia. 

Tuttavia la questione è ancora più complessa, perché gli insetti sono considerati “novel food” (e in questa macrocategoria alimentare rientrano anche ragni, scorpioni e farfalle).  

Proprio per questa ragione vengono sottoposti a indagini e controlli continui.  

 

La legislazione sugli insetti commestibili

Il Regolamento (UE) 2015/2283 avrebbe dovuto aprire la strada all’allevamento di insetti commestibili, quindi anche alla vendita ma in realtà non è assolutamente facile trovare un negozio insetti commestibili.  Quindi questi ultimi possono essere venduti all’interno dell’UE, ma non sono molto diffusi. 

In Europa però ci sono alcuni paesi che già hanno reso possibile assaporare pietanze preparate con insetti. Ci riferiamo soprattutto a Danimarca, Francia e Belgio.  

Evidentemente nel nostro Paese, la direttiva deve essere recepita al meglio, perché nonostante gli insetti siano stati presentati ad alcune fiere e degustazioni, trovare un ristorante che li serva risulta praticamente impossibile. 

Qui, inoltre, vige una disciplina che annovera gli insetti tra gli agenti infestanti di un locale pubblico. Insomma, di strada ancora ce n’è da fare in tal senso prima di vedere ottime pietanze come i millepiedi al forno, gli spiedini di scorpioni e i dolci con le locuste. 

 

Insetti commestibili on line

Se proprio vuoi mangiare gli insetti commestibili, ti sconsigliamo caldamente il “fai da te”. Andare alla ricerca di animaletti che non portino malattie è una pratica da non fare.  

Bisogna solo rivolgersi agli allevamenti specializzati, quindi in rete. 

Ci sono numerosi negozi virtuali certificati (tra questi segnaliamo 21 Bites che propone, tra le altre cose, le fettuccine con farina di insetti e il tiramisù con savoiardi di camole). 

Per mangiarli seduti comodamente in un ristorante ti conviene andare in Francia o in Belgio: lì troverai già i primi locali che li propongono. 

 

Se hai dubbi, chiedi a noi! 

La materia è ostica e la curiosità tanta: alcuni studiosi ritengono che nei prossimi 50 anni mangeremo quotidianamente insetti commestibili 

Unione dei Consumatori è sempre attenta e tutela la salute della collettività.

Dunque, se hai qualche dubbio in merito o vuoi sapere tutto riguardo ai “novel food” contattaci! 

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Un nostro consulente di ricontatterà in tempi brevi.  

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