Una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari stabilisce che solo l’avviso di ricevimento della raccomandata consente di dimostrare la correttezza della notifica dell’avviso di accertamento.

L’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate, ovvero l’atto mediante il quale l’ufficio notifica formalmente la pretesa tributaria relativa all’Irpef, Irap, Iva, Ires, diventa titolo esecutivo dopo 60 giorni dalla notifica al contribuente.

Da questo momento in poi l’Agente della Riscossione comunica al contribuente, con una raccomandata semplice, di avere il compito di procedere alla riscossione.

Con la sentenza sent. n. 557/04/2015 si chiarisce che, se il contribuente non ha mai ricevuto il primo avviso da parte dell’Agenzia dell’Entrate, atto che anticipa le azioni di Equitalia, può presentare ricorso contro la comunicazione di affidamento per la riscossione inviata da Equitalia.

D’altra parte, solo se la notifica si è perfezionata, correlata dal deposito della ricevuta di ritorno, si può dimostrare l’effettivo invio e ricezione della comunicazione al destinatario: la mancata produzione dell’avviso di ricevimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, determina l’inesistenza della notifica.

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