Gli inquilini morosi possono accedere ad un fondo ed evitare lo sfratto.

Nell’ambito di un contratto di locazione di un immobile a uso abitativo, quando l’inquilino non corrisponde più al locatore i canoni mensili o quando il pagamento di una sola rata del canone presenta un ritardo di 20 giorni, o non si è corrisposto quanto dovuto dopo 60 giorni dalla richiesta scritta da parte del locatore, viene considerato moroso (art 5 della L. n. 392/78).

Il proprietario dell’immobile può, in questi casi muoversi seguendo questo iter:

  • attraverso la via stragiudiziale, inviare una diffida all’inquilino per intimarlo a corrispondere i canoni non pagati;
  • ricorrere alle vie giudiziarie, e quindi ad un atto giudiziario che, fatto pervenire all’inquilino tramite Ufficiale Giudiziario, intima lo sfratto per morosità e lo cita ad un’udienza avanti al giudice. Il conduttore citato, presentatosi in udienza, può chiedere la concessione di altri novanta giorni per saldare la morosità. Se l’inquilino non compare all’udienza o non si oppone e non sana la morosità, il Giudice convaliderà lo sfratto e fisserà ad almeno un mese il rilascio dell’immobile;
  • qualora l’inquilino non restituirà l’immobile al suo proprietario per la data fissata dal giudice, riceverà l’atto di precetto, notificato dall’Ufficiale Giudiziario, e avrà a disposizione altri 10 giorni per traslocare; in caso contrario si procederà all’esecuzione forzata.

 

Il dl n°102/2013, convertito con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, interviene per far fronte al problema degli sfratti, a favore degli inquilini morosi.

Si istituisce, infatti un fondo al quale possono accedere tutti coloro che si trovano in una situazione di morosità incolpevole, cioè impossibilitati a pagare il canone locativo per aver perso o aver subito una drastica riduzione del reddito del nucleo familiare per le seguenti cause:

  • perdita del lavoro per licenziamento;
  • mancato rinnovo di contratti a termine;
  • riduzione orario di lavoro e quindi dello stipendio;
  • malattia grave, infortunio e decesso di un componente della famiglia, con conseguente riduzione del reddito del nucleo familiare.

 

La priorità d’accesso a tale fondo, sarà data agli inquilini che si trovano nella fase del provvedimento di rilascio esecutivo, potendo così sottoscrivere un nuovo contratto con il proprietario dell’immobile.

Le domande per usufruire di tale aiuto, saranno gestite dagli enti locali e il massimo contributo concesso sarà di 8000 euro.