Gli utenti telefonici o di servizi televisivi che intendono recedere dal contratto, spesso si vedono addebitare dei costi eccessivi.

Con il decreto Bersani-bis (d.l. 7/2007), si vietava agli operatori telefonici e televisivi l’imposizione di penali agli utenti che esercitavano il diritto di reccesso dai contratti.

Prima di tale decreto, l’utente poteva recedere dal contratto senza pagare alcuna penale, a patto che questo avvenisse uno o due mesi prima dalla scadenza naturale del contratto; in caso contrario era tenuto a versare una cifra pari ai mesi mancanti per la chiusura del contratto stesso.

Il d.l. 7/2007 ha previsto che l’utente possa recedere anticipatamente dal contratto con un preavviso che non può essere superiore a 30 giorni.

Gli operatori, approfittando di questa previsione legislativa, in caso di recesso anticipato, addebitano all’utente spese per i costi di disattivazione, a volte eccessivi, che variano in base al tipo di offerta attiva e se si tratta di una richiesta di disattivazione o trasferimento ad altro operatore.

Comunque sia, tali costi devono corrispondere alle spese realmente dimostrabili in relazione alle operazioni di disattivazione o trasferimento.

Se sulla vostra bolletta vi è stata addebitata una cifra eccessiva per i casi sopracitati, vi consigliamo di rivolgervi alla nostra Associazione per un consulto gratuito.