Per perequazione pensioni si intende è una rivalutazione periodica dell’importo pensionistico, che viene adeguato al costo della vita secondo i dati ISTAT. La perequazione, applicata più volte negli ultimi anni, ha generato, però, confusione fino alla sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale. Con questa, infatti, è stato dichiarato incostituzionale il blocco delle pensioni biennali previsto dalla tristemente famosa “riforma Fornero”.

Blocco della perequazione: rivalutazione degli importi dopo la sentenza 70/2015

Per rendere esecutiva la sentenza di cui sopra il governo ha varato nel 2015 la legge n° 65, un provvedimento che, tuttavia, ha garantito una rivalutazione parziale degli importi pensionistici compresi tra tre e sei volte il minimo INPS. Poiché la legge ha, di fatto, sostanzialmente confermato il blocco biennale sui trattamenti superiori a sei volte il minimo INPS, il blocco della perequazione, pertanto, è avvenuto solo in parte.

Chi è interessato e che cosa spetta

I soggetti interessati alla perequazione pensioni sono tutti coloro che nel 2012 e 2013 hanno percepito una pensione complessiva (anche sommando la pensione integrative e quella di reversibilità) superiore ad € 1.405,05 lordi (pari a circa € 1.129,27 netti).

In forza della sentenza ai pensionati spettano sia l’aumento mensile che gli arretrati dal 1° gennaio 2012 (con interessi e rivalutazione).

Blocco della perequazione: bisogna presentare ricorso all’INPS

Entro il 31/12/2016, tramite il nostro sito, sarà possibile scaricare il format per la presentazione del ricorso perequazione pensione presso l’INPS, che permetterà di richiedere non soltanto la restituzione di quanto dovuto (a seguito dell’adeguamento incostituzionale seguito alla riforma Fornero), ma anche un congruo adeguamento del reddito pensionistico futuro.

Come Unione dei Consumatori può assisterti nella perequazione pensioni

Affida a Unione dei Consumatori la tua richiesta di rivalutazione dell’importo pensionistico: professionisti specializzati ti accompagneranno nella presentazione del ricorso e del recupero delle somme dovute.

Il ricorso andrà presentato tramite intimazione e diffida (e non con domanda amministrativa) utilizzando il presente modulo; in questo modo non sarà necessario attendere le determinazioni dell’Ente e si potrà procedere direttamente alla quantificazione degli interessi maturati e alla conseguente rivalutazione degli importi pensionistici.

Per ulteriori informazioni chiamaci al numero 091 6190601, oppure contattaci mediante il form: un nostro consulente ti ricontatterà nell’arco delle 48h lavorative.

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