Quando si parla di utenze domestiche – acqua, luce e gas – noi poveri cittadini, fruitori dei servizi, possiamo solo metterci le mani ai capelli! Nonostante le semplificazioni avvenute nel corso degli anni, le bollette hanno sempre mantenuto una struttura piuttosto complicata e numerose voci da leggere, non sempre di comprensione immediata. Non è raro che, tra l’altro e a nostra insaputa, ci ritroviamo a pagare anche in casi di bolletta dell’acqua illegittima. Vediamo ad esempio, alcuni di questi casi.

 

Informarsi prima di pagare la bolletta dell’acqua illegittima

Cari utenti, informatevi sempre prima di pagare la bolletta dell’acqua! Alcuni comportamenti dei Comuni, in tema fatturazione acqua, sono infatti illegittimi. Vediamo degli esempi:

  • La richiesta di eccedenza dell’acqua, prima della scadenza dell’anno di riferimento menzionato nella bolletta;
  • La richiesta di pagamento dell’eccedenza dell’acqua senza indicare l’effettivo consumo per ogni determinata annualità.

Anzitutto va specificato che il contratto tra il Comune e l’utente, essendo di natura privatistica, viene definito come un contratto a “prestazioni corrispettive”. Ciò vuol dire che l’utente paga il prezzo dell’acqua in base alla somministrazione di acqua potabile da parte del Comune.

Altresì, il prezzo dell’acqua va stabilito in proporzione alle singole prestazioni (articolo 1562 C.C.). Pertanto si deve sapere che l’eccedenza dei consumi deve:

  • Essere stimata in contraddittorio con l’utente;
  • Riguardare il consumo nell’anno solare;
  • Avere una data precisa;
  • Riportare anche l’entità dell’accertamento precedente.

Sappiamo bene che per la misurazione dell’acqua, come per gli altri servizi – quali luce e gas – i singoli cittadini, ed anche i condomini, hanno a disposizione il contatore. Quindi il Comune deve utilizzare la lettura del contatore per giustificare la fatturazione di eccedenza acqua e lo deve fare per ogni singola annualità e all’interno della stessa.

 

Quando non pagare la bolletta dell’acqua: acqua non potabile

Un altro punto di fondamentale importanza, da tenere a mente, è che l’utente è tenuto a pagare quando viene erogata acqua potabile. Nel caso in cui l’acqua non sia potabile, l’utente ha diritto sia ad un rimborso a forfait per l’acquisto dell’acqua in bottiglia, sia a un dimezzamento della bolletta. Ci sono varie sentenze a questo proposito, anche se, per il singolo cittadino, non è facile districarsi da solo in questo ambito e far valere i propri diritti nei casi di bolletta dell’acqua illegittima.

Infatti, è bene ricordare che – a differenza di quanto si potrebbe credere – non sono pochi i casi di Comuni che hanno il problema dell’acqua inquinata. Per fortuna, sulla questione possiamo già vantare diversi interventi della Corte di Cassazione che in merito alla tematica ha già emesso sentenze di grande rilevanza.

Perché si parla di bolletta dell’acqua illegittima quando l’acqua non è potabile?

Perché il pagamento dovuto dell’acqua non è una mera tassa ma un canone, che viene corrisposto a fronte di un servizio. Pertanto, se il Servizio non viene adempiuto così come previsto, l’utente non è obbligato a versare la somma corrispettiva e gli deve essere rimborsato quanto ha speso per utilizzare fonti più costose, come appunto l’acqua in bottiglia. Nella bolletta, infatti, poichè è ricompresa anche la voce relativa al canone di depurazione, se l’acqua non è potabile, il pagamento della bolletta – comprendente questo importo – diviene ingiustificato.

 

Bolletta dell’acqua illegittima: hai bisogno di aiuto?

Se hai dubbi su quando non pagare la bolletta dell’acqua, richiedi il nostro intervento al numero 091 6190601 che è a tua disposizione per assistenza ed informazioni. In alternativa manda un messaggio sul nostro form ed un nostro consulente ti ricontatterà, in breve tempo.

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