Quando firmate un nuovo contratto o fate una voltura, l’Enel vi chiede di inviare a un certo indirizzo, entro sei mesi, un’autocertificazione con i dati catastali, se siete residenti e volete pagare come tali.

Se non lo fate, dopo sei mesi comincerete a pagare la tariffa “non residenti”.

I costi della bolletta dell’energia elettrica, infatti, dipendono dai propri consumi e dalla propria residenza: il cliente non residente paga più tasse.

Le tariffe dell’energia elettrica, fissate ed aggiornate trimestralmente dall’Autorità, si distinguono in tre tipologie.

    1. La tariffa D2 è rivolta solo al cliente residente con una potenza contrattuale inferiore/uguale a 3kW. La tariffa D2 è strutturata in sei scaglioni di consumo, ciò significa che il costo del kWh si differenzia per ogni scaglione di consumo. Anche le tasse (le imposte erariali e le addizionali comunali) dipendono dagli scaglioni di consumo: fino a 1800kWh* il loro costo è nullo. Per consumi superiori il loro valore è di 2,329c€/kWh*.
    2. La tariffa D3 è rivolta ai cliente residente con una potenza contrattuale superiore a 3kW. Dal 1° gennaio 2009 anche questa tariffa è strutturata in scaglioni e il costo delle tasse è sempre di 2,329c€/kWh* per tutti i consumi.
    3. La tariffa D3 è rivolta al cliente non residente (si parla normalmente di seconde case) indipendentemente dalla potenza installata. Il costo delle tasse sarà invece di 2,51c€/kWh* per tutti i consumi.

Per sapere se si sta pagando in più, e precisamente il 30%, occorre controllare la propria bolletta e le scritte riportate: se siete residenti e sotto la mascherina con il totale da pagare, trovate sulla sinistra la scritta “Uso domestico non residente con Tariffa D3 bioraria”, state pagando come chi residente non lo è.

Ma non tutto è perduto: è possibile farsi restituire il 30% del costo in bolletta con copia della bolletta e l’atto di residenza alla mano.