Molte aziende erogatrici di servizi, tra cui acqua, energia elettrica, telefono e gas, continuano a inviare ai consumatori avvisi di pagamento relativi a bollette non pagate che in realtà sono cadute in prescrizione.

Le aziende insistono sui pagamenti, spesso ottenendoli, perchè la maggior parte dei consumatori non sono a conoscenza di questo loro diritto: grazie alla prescrizione si opera l’estinzione dei diritti, nei casi in cui il titolare non li eserciti entro il termine previsto dalla legge.

La fornitura dell’acqua rientra tra i contratti di somministrazione e il relativo diritto di credito è soggetto alla prescrizione quinquennale prevista dall’art. 2948, n. 4, del c.c.

Dopo tale periodo, quindi, le bollette possono anche essere buttate poichè la società erogatrice del servizio non può esigere dagli utenti pagamenti più vecchi di cinque anni.

Nel caso in cui la società avanza tale pretesa, l’utente può far valere i suoi diritti e non versare nessuna somma.

Attenzione però: la prescrizione non è automatica, non essendo rilevabile d’ufficio, e quindi la persona interessata deve farla valere in giudizio. Solo in questo caso il giudice può dichiarare prescritto il diritto e liberare il debitore dai suoi obblighi.