Se il trasferimento della residenza nel nuovo immobile è ostacolato dai lavori di ristrutturazione, il contribuente rischia di perdere le agevolazioni fiscali.

Chi acquista la prima casa può usufruire di benefici fiscali, che vengono concessi solo se subordinati al trasferimento della residenza anagrafica nel Comune in cui è ubicato l’immobile – anche entro 18 mesi dal rogito – tranne che si risulti impossibilitati a farlo per eventi di forza maggiore.

Una recente sentenza della Cassazione (Cass. sen. n. 5015 del 12.03.2015), stabilisce, però, che per forza maggiore si deve intendere un evento non imputabile all’acquirente, un fatto oggettivo, imprevedibile e non possono essere fatti rientrare quegli eventi verificatisi prima della stipula del contratto di acquisto.

Quindi, non rientrerebbero tra le cause di forza maggiore, che giustificherebbero il mancato trasferimento della residenza, il prolungamento dei lavori di ristrutturazione, atto attribuibile al contribuente.

Se la casa, dunque, è inagibile per lavori di ristrutturazione, l’Agenzia delle Entrate può revocare il bonus fiscale concesso all’acquirente al momento della registrazione del contratto d’acquisto.