È nulla la CARTELLA di pagamento Equitalia, se questa è stata generata senza le previste modalità di calcolo utilzzate dall’amministrazione finanziaria. Ciò è quanto ha affermato, con una recente sentenza, la Commissione Triburaria Provinciale di Catanzaro (sent. n° 917 del 09/06/2015), dietro richiesta di un contribuente che ne chiedeva l’ANNULLAMENTO.

I giudici tributari, ancora una volta, hanno attenzionato che le Cartelle di Equitalia sono incomplete e poichè offrono una scarsa trasparenza, rispetto ai formati “standard”  richiesti dalla legge, non garantiscono al cittadino il controllo e l’eventuale diritto di difesa. Di più, l’invalidità sussiste quando la Cartella di Pagamento non sia stata preceduta dall’accertamento inviato dall’Agenzia delle Entrate.

Più volte la Cassazione, con linea interpretativa ormai consolidata, ha raccomandato ad Equitalia di motivare espressamente le proprie cartelle prima che siano notificate al contribuente: non solo bisogna indicare le modalità di calcolo degli interessi applicati per ogni annualità, ma bisogna anche dettagliare chiaramente la Motivazione delle Cartelle con cui si effettua il recupero d’imposta e far precedere lae stesse dall’avviso di accertamento.

In conclusione, la cartella deve riportare in modo analitico gli ADDEBITI, LA CAUSALE, LA DESCRIZIONE E L’INDICAZIONE di come sono stati effettuati i calcoli ed, ancora, i motivi che hanno portato al recupero del rimborso, poichè non è compito del cittadino ricostruire per quale ragione il fisco richiede un pagamento e, pertanto, non deve essere il contribuente ad interpretare, con gli elemeni offerti, la cartella.

DIVERSAMENTE, DEVE ESSERE ANNULLATA DAL GIUDICE