La cessione del quinto dello stipendio è una particolare tipologia di prestito personale, destinata a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia dello Stato e del comparto para-statale, che delle aziende private. È un prestito non finalizzato, cioè la somma erogata non è destinata all’acquisto di un determinato bene o servizio, ma può essere destinata a qualsiasi scopo.

L’espressione cessione del quinto deriva dal fatto che il cliente può restituire alla banca la somma di cui ha beneficiato attraverso il versamento di un quinto del proprio stipendio, per la durata massima di 120 mesi e la minima di 24 mesi.

La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente in busta paga, eliminando, così, il rischio di insolvenza volontaria del debitore.

Il tasso di interesse che le banche dovrebbero applicare secondo la legge, non deve superare il 14,9%, limite oltre il quale è considerato usura.

Inoltre, i contratti di cessione del quinto prevedono anche la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione con la quale la banca si tutela nel caso il cliente muoia, perda il lavoro o sia impossibilitato a ripagare il debito.

L’assicurazione dovrebbe essere conteggiata nel tasso di interesse, restando sempre entro il limite del tasso soglia del 14,9%.

Ma, spesso, i due tassi, quello di interesse e il costo dell’assicurazione, vengono sommati e non fusi insieme, facendo lievitare il tasso d’interesse che l’ignaro cliente dovrà corrispondere, come testimoniano molti casi resi noti dai mezzi di comunicazione.

Agire contro le banche è possibile: l’impugnazione dei contratti con tassi di usura costringerebbe le finanziarie e le banche alla restituzione di quanto già ottenuto con tassi di interesse superiori alla norma.

Inoltre, se riconosciuto il danno, il prestito dovrà essere restituito, ma senza alcun interesse applicato. La cessione del quinto diventerà in questo modo gratuita, con una conseguente riduzione o della rata inizialmente stabilita o del tempo residuo di restituzione del prestito.

Se si ha il sospetto di essere vittime di usura, si consiglia di rivolgersi alla nostra Associazione per la difesa dei consumatori: visionando i documenti relativi al prestito e cioè il contratto, le comunicazione periodiche e i documenti che attestano i pagamenti delle rate, vi sarà indicato se ci sono gli estremi per procedere all’apertura di un contenzioso con la finanziaria e se valga effettivamente la pena procedere con l’azione legale.