Il riordino della rete ospedaliera in Sicilia, nel nuovo piano ministeriale, tra conferme e smentite ha previsto la chiusura di alcuni punti nascita, spariscono definitivamente quelli sotto i 500 parti l’anno.

Destinato a non riaprire è quello dell’ospedale Madonna Santissima dell’Alto di Petralia Sottana che l’Unione dei Consumatori ha voluto prendere ad esempio per la sua campagna a difesa del diritto alla salute.

 

La chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Petralia Sottana

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha approvato la nuova rete ospedaliera siciliana, dove viene indicata la ripartizione degli ospedali in diverse categorie (Hub, Spoke, Ospedali di base, Ospedali di zona disagiata) con la conseguente assegnazione di reparti e posti letto.
All’Ospedale di Petralia Sottana, pur essendo classificato come Ospedale di Zona disagiata, non sarà previsto alcun reparto di ginecologia e ostetricia. A fronte infatti di 6 posti letto disponibili per Ostetricia e Ginecologia e 3 per Pediatria del 31/12/2015, si passa alla nuova riprogrammazione ospedaliera con 0 (zero) posti per Ostetricia e Ginecologia, 0 (zero) per Pediatria oltre a 0 (zero) posti letto assegnati al reparto ortopedia e traumatologia.

Il reparto di medicina generale perde quindi 6 posti letto, passando dai 20 del 2015 ai 16 della nuova programmazione. Si punta tutto su lungodegenza (16 nuovi posti letto) e riabilitazione che passa da 6 a 24 posti letto.

Il nostro punto di vista

In una nota Manlio Arnone, presidente dell’Unione dei Consumatori dichiara: “Una decisione scellerata per gli utenti finali, che rende rischioso e pericoloso raggiungere il punto nascita più vicino cioè Termini Imerese o Cefalù, un vero e proprio viaggio della speranza se si pensa che dal Comune di Gangi occorra percorrere 70 chilometri tra curve e strade accidentate, specialmente durante i mesi invernali tra pioggia e maltempo, senza considerare la possibilità della neve che nei mesi scorsi ha addirittura isolato alcune comunità madonite.
Purtroppo, per questo Ospedale, nato per le esigenze dei cittadini e su misura del territorio il futuro è nero”
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Cosa possiamo fare in caso di danni alla puerpera o al nascituro

Come Unione dei Consumatori in caso di danni alla puerpera o al nascituro ci schiereremo a difesa dei diritti violati sulla salute, pronti ad agire per eventuali casi di malasanità anche con azioni legali contro Regione e Ministero della Salute. Per questo motivo abbiamo anche istituito un numero telefonico dedicato 091.8439038 dove è possibile contattarci.

Si può oltremodo inviare un messaggio nel nostro form di contatto: un nostro consulente risponderà in breve tempo.