La Corte Costituzionale fa vacillare Equitalia: tra pochi giorni si deciderà la sorte di migliaia di avvisi di pagamento inviate dalla Agenzia delle Entrate e di conseguenza emissione di cartelle esattoriali emesse da Equitalia.

Lo scandalo è stato evidenziato dal Consiglio di Stato, secondo il quale 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate hanno acquisito illegalmente il ruolo di dirigente senza pubblico concorso. Pertanto, non avevano l’autorità e i poteri per poter firmare atti fiscali. La sentenza della Corte Costituzionale stabilirà il destino di case, conti correnti, pensioni e stipendi.

L’antefatto: l’Agenzia delle Entrate aveva deciso di promuovere a dirigenti 767 funzionari, senza che questi passassero dal pubblico concorso. Questo fu notato dal TAR del Lazio e dalla Commissione Tributaria di Messina che hanno bloccato le nomine e di conseguenza anche gli atti firmati da questi dirigenti nominati illegittimamente; naturalmente le successive cartelle esattoriali emesse da Equitalia sono da considerarsi nulle, anzi inesistenti.

Il Governo, per limitare l’emergenza o meglio la falla, ha tirato fuori con la massima urgenza la sanatoria con il d.l. del 2012 il quale ha concesso in modo retroattivo all’Agenzia delle Entrate di attribuire a proprio piacimento incarichi dirigenziali ai propri funzionari, in beffa alla Costituzione.

 

  1. Corte Costituzionale sentenza n° 5451/2013 del 18/11/2013
  2. Art.97 della Costituzione
  3. Tar Lazio sentenza n° 07636/2011
  4. CTP Messina sentenza n° 128/2013
  5. D.I. n° 16 del 2/03/2018 Art. 8, convertito in Legge n° 44 del 26/04/2012
  6. Ordinanza di Emissione n° 9/2014