Cosa fare se la bolletta del gas presenta cifre sproporzionate rispetto al consumo effettivo?

Sono molti i casi in cui la fattura non corrisponde al consumo reale di gas o, addirittira, ci si vede recapitare delle fatture nonostante l’immobile non sia più abitato, si è verificato un cambio di residenza o l’intestatario sia venuto a mancare.

L’addebito in bolletta avviene in base ai consumi rilevati automaticamente dal fornitore, oppure comunicati con autolettura del contatore dal consumatore.

Nel caso in cui l’addetto della società per la lettura del contatore non trovi nessuno nell’abitazione, o l’utente abbia dimenticato a comunicare i dati relativi ai consumi, la società erogatrice potrà calcolare la fattura stimando i consumi sulla base dei periodi precedenti.

Se, però, il contatore indica dei consumi molto più bassi di quelli riscontrati in bolletta, sarà possibile chiedere una rettifica della bolletta, inviando un reclamo scritto alla società fornitrice.

Qualora ci sia un errore di fatturazione, la società dovrà riaccreditare entro 90 giorni dal ricevimento del reclamo la somma non dovuta.

È comunque importante che i clienti sappiano come ogni società calcola i consumi presunti, così da non avere sorprese nella fattura del gas.