Negli ultimi tempi abbiamo assistito all’approvazione di provvedimenti che cercano di tutelare maggiormente il consumatore nella sua fruizione di un prodotto o di un servizio acquistato da un’azienda. Abbiamo visto ad esempio come, nel campo delle controversie telefoniche, ci sia maggiore attenzione per supportare gli utenti vittime di attivazione di servizi non richiesti. Queste attivazioni non volute riguardano ovviamente anche altre utenze, come quella della fornitura idrica e danno luogo a fatturazione ingiustificata bolletta acqua. Se si verifica un problema del genere si deve reagire immediatamente, per richiedere il rimborso.

Oltre a questo esistono altri casi di fatturazione ingiustificata bolletta acqua, su cui ci vogliamo concentrare oggi.

 

Cosa dice la Cassazione a proposito di tariffa forfettaria dell’acqua

Innanzitutto, per capire quando ci troviamo davanti ad una fatturazione ingiustificata bolletta acqua, dobbiamo sapere come viene calcolato il corrispettivo in bolletta. Questo varia da famiglia a famiglia, dipendendo dall’effettivo consumo di ogni utente, che viene misurato tramite un contatore. Però sussistono anche delle spese fisse, che sono le seguenti:

  • Il canone
  • L’addebito del servizio di depurazione e fognatura, calcolato in base al volume d’acqua prelevato
  • Il corrispettivo del prelievo di acqua, calcolato sempre in base al volume d’acqua prelevato

Poiché l’effettivo consumo di ogni utente viene misurato da un contatore, come viene rilevato questo utilizzo? La lettura del contatore, da parte degli addetti, deve avvenire almeno una volta all’anno.

In aggiunta a questo sussiste il metodo dell’autolettura. Quando infine non perviene l’autolettura, il fornitore determina un consumo presunto di acqua. E’ proprio su questo modo induttivo di stabilire una tariffa forfettaria dell’acqua che si è espressa di recente la Cassazione. Ne è emerso che la pretesa da parte dei Comuni di un consumo minimo presunto e di un “forfait” è illegittima (Ordinanza del 22 Maggio 2017 N. 12870). L’illegittimità è data dal fatto che i Comuni possono richiedere il pagamento solo per l’acqua effettivamente erogata. Illegittimi sono i criteri meramente presuntivi che prescindono da una constatazione reale.

 

La fatturazione ingiustificata bolletta acqua: come si contesta?

Abbiamo parlato in precedenza del contatore che rileva il consumo effettivo dell’acqua. Per la legge la semplice presunzione di veridicità attribuita al contatore può essere smentita, se provata. Certamente la prima domanda che ci facciamo riguarda l’onere della prova: come va ripartito tale onere tra fornitore e fruitore? Se il consumatore lamenta una fatturazione ingiustificata bolletta acqua e contesta dunque i consumi a lui addebitati, è il fornitore a dover dimostrare che lo strumento di rilevazione (il contatore) è funzionante.

D’altra parte, anche sul consumatore grava l’onere di provare qualcosa. Ovvero questi deve dimostrare che i consumi eccessivi non dipendono direttamente da lui e da suoi comportamenti scorretti, né ad esempio dall’incuria in cui ha tenuto il contatore. Questa ripartizione tra fornitore ed utente è stata stabilita dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 2016. Tale sentenza è stata pronunciata a seguito di un ricorso di un cittadino che non aveva pagato una fattura idrica ed aveva contestato per consumi eccessivi la fatturazione ingiustificata bolletta acqua.

 

Come puoi contestare la fatturazione ingiustificata bolletta acqua

Se anche tu vuoi contestare la tariffa forfettaria dell’acqua addebitata in bolletta o dei costi che non riconosci come opportuni, unisciti ad Unione dei Consumatori e potrai ricevere tutta l’assistenza e le informazioni necessarie. Entra nella nostra famiglia e diventa un consumatore consapevole. Puoi chiamare i numeri: 091 6190601091 9767830 – 091 8439038 oppure manda un messaggio nel nostro form: verrai ricontattato nel giro di breve da un nostro consulente