Oggi, come non mai, è frequente l’acquisto di beni o di servizi tramite prestito con una finanziaria.

Cosa succede se il bene acquistato non viene consegnato o presenta caratteristiche diverse rispetto a quelle richieste?

La Cassazione, con la recente sentenza n. 20477 del 29 settembre, ha sancito che, posta l’interdipendenza tra il finanziamento e la vendita, se quest’ultima non va in porto per causa del venditore, la rata della finanziaria non deve essere più pagata dall’acquirente.

Dunque, se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  1. il finanziatore non si avvale del fornitore del bene o del prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito;

  2. il bene o il servizio specifici non sono esplicitamente individuati nel contratto di credito,

il contratto di vendita si risolve per inadempimento del venditore e il consumatore non è tenuto a pagare il finanziamento attivato, che così sarà libero dal debito.

Il principio trova applicazione in tanti altri casi che, spesso, coinvolgono frodi ai consumatori.

Si pensi ai finanziamenti nei confronti di centri e strutture che poi chiudono e di beni di consumo che, invece, presentano vizi e difetti imputabili al venditore o al produttore che ne impediscono l’utilizzo.