Chi perde il lavoro e non riesce a pagare le rate del mutuo può tentare di non perdere anche la casa e di chiedere di essere ammesso al Fondo di solidarietà per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per la prima casa.

Quindi, chi è in difficoltà economica può sospendere il pagamento delle rate di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale di non oltre 250mila euro, per un periodo complessivo di 18 mesi (anche non consecutivi). Le rate sospese finiscono in coda al piano di ammortamento.

Il fondo, gestito dalla Consap (la cessionaria di proprietà pubblica che segue diversi altri fondi), paga solo gli interessi calcolati in base a Irs o Euribor, mentre quelli dovuti allo spread restano (insieme alla quota capitale, ovviamente) a carico del mutuatario, che deve avere un Isee non superiore a 30mila euro.

La sospensione al pagamento delle rate avviene quando:

  • l’intestatario del mutuo muore;

  • l’intestatario ha una disabilità grave (ai sensi della legge 104/1992);

  • l’intestatario ha un’invalidità civile non inferiore all’80 per cento;

  • vi sia stata la cessazione di un rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, con esclusione delle risoluzioni consensuali,

  • per licenziamenti per giusta causa o dimissioni del lavoratore non per giusta causa.

 

La richiesta di sospensione deve essere fatta entro 90 giorni dalla data di scadenza della rata che non si riesce a pagare.

 

Per altre informazioni si può contattare la nostra Associazione.