L’Illegittimità dell’aumento TARSU nel Comune di Palermo, a seguito della sentenza della Commissione Tributaria di II grado, rappresenta un importante precedente giurisprudenziale.

La Giunta Comunale della Città di Palermo – soprasseduta dall’allora Primo Cittadino, Avvocato Diego Cammarata – nell’Anno 2009 determinò un abnorme e macroscopico rincaro della TARSU, in ragione del 75%, con un discutibilissimo quanto estemporaneo provvedimento. A seguito di un Ricorso inerente una Cartella Esattoriale – ammontante alla somma di EURO 241,00 – inoltrato alla Commissione Tributaria di I Grado da parte del Dottore Fabio Busellini, si pervenne ad una Sentenza di Primo Grado attestante l’assoluta illegittimità del Provvedimento in oggetto; illegittimità determinata dall’incompetenza giuridica della Giunta Comunale in relazione alla determinazione delle Tariffe applicabili. Il Comune di Palermo, contestualmente all’emanazione della Sentenza sopra menzionata, inoltrò – alla luce dei fatti, senza successo – a sua volta un ricorso alla Commissione Tributaria di II Grado, sortendo una sostanziale riconferma della Sentenza emessa in Primo Grado di giudizio. L’aspetto di estremo rilievo emerso, suffragato dalle medesime motivazioni della prima sentenza, sta nella incompetenza delle Giunte Comunali in merito alla determinazione delle Tariffe applicabili all’Imposta, con conseguenziale non surrogabilità delle Decisioni Collegiali dei Consigli Comunali. In forza di ciò è prevedibile, ed anche auspicabile (da parte del cittadino), una sorta di Effetto Domino correlato a questa Sentenza di Secondo Grado, costituente un importantissimo e difficilmente opponibile precedente giurisprudenziale. Infatti, risulta elementarmente ipotizzabile la opponibilità ad analoghi provvedimenti arbitrari emanati da altre Giunte Comunali, nonché la possibilità oggettiva di altri Cittadini palermitani – penalizzati economicamente da tale provvedimento illegittimo – di ricorrere con considerevolissime probabilità di successo.