Cresce il numero di casi di impugnazione cartelle esattoriali da parte dei contribuenti italiani.

Spesso, dopo averne effettuato la notifica e ritenendo di non dovere quella somma, fanno ricorso per chiedere, all’Ente creditore, una verifica della loro posizione.

Vediamo allora quali sono i termini di impugnazione cartelle esattoriali e i benefici che il consumatore trae dopo aver ottenuto vittoria.

 

 

I termini di impugnazione cartelle esattoriali

Anzitutto, ancor prima di passare in rassegna le tempistiche da rispettare per l’impugnazione, spieghiamo in parole povere che cos’è una cartella esattoriale.

Si tratta di un atto che l’Agente della Riscossione, tra cui l’Agenzia della Riscossione (Ex Equitalia) invia ai contribuenti, con l’obiettivo di recuperare i crediti vantati dagli Enti creditori:

  • Agenzia delle Entrate;
  • Inps;
  • Comuni (e altri).

D’altronde, se il pagamento da parte del contribuente deve avvenire entro un certo arco di tempo (precisato nel medesimo documento), anche per impugnare la cartella bisogna rispettare termini precisi.

Precisiamo che l’impugnativa è possibile a seguito dell’avviso di accertamento e della notifica della cartella.

 

Le tempistiche di impugnazione cartelle esattoriali

Se ad essere richiesto è il pagamento di tasse e tributi (Imu, Tasi, Tari, Irpef, Iva, imposta di registro, bollo auto) non possono trascorrere più di 60 giorni dalla notifica della cartella. Per l’impugnazione cartelle esattoriali, il ricorso va presentato alla Commissione tributaria.

Se il contribuente deve impugnare multe (CDS), ci sono 30 giorni di tempo dalla notifica e il ricorso va presentato al Giudice di pace.

Il termine slitta a 40 giorni se la cartella esattoriale ha come oggetto la richiesta di pagamento di contributi previdenziali. In tal caso, il ricorso va presentato al Tribunale ordinario nella Sezione “Lavoro”.

In via generale, ai termini sopraelencati, si applica la cosiddetta sospensione feriale, ossia una clausola in base alla quale – ai fini del calcolo dei termini – non dev’essere computato il periodo 1 – 31 agosto.

Tuttavia, qualora il contribuente abbia presentato istanza di accertamento con adesione, sussiste una regola in base alla quale, ai 60 giorni dalla notifica dell’atto, se ne aggiungono altri 90 per consentire di espletare la procedura.

In caso di pignoramento, se il consumatore si oppone a vizi di procedura e/o formali, ha solo 20 giorni di tempo per l’impugnazione cartelle esattoriali.

Nei casi rimanenti, non ci sono termini e il contribuente può ricorrere in qualsiasi momento, almeno finché non avvengano l’esecuzione forzata e l’espropriazione del bene o del denaro.

In tutte queste situazioni, bisogna prestare la massima attenzione in quanto l’impugnazione cartelle esattoriali non comporta la sua automatica sospensione. Pertanto, l’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia), nonostante il giudizio in corso, potrebbe comunque avviare il pignoramento.

Per evitare questa sgradevole situazione, è possibile presentare un’istanza al Giudice, in cui si chiede la sospensione dell’atto impugnato.

 

I casi per cui fare ricorso

Capita spesso che il contribuente si accorga di essere in debito con l’Agenzia Entrate Riscossione perché, all’improvviso, subisce un pignoramento, un preavviso di ipoteca o si accorge di avere un fermo d’auto.

Può capitare anche che, dopo essersi recato presso la sede dell’Ente ed essersi fatto consegnare l’estratto di ruolo, si renda conto che risultano debiti mai notificati dall’Amministrazione.

Ti trovi in una situazione simile?

Puoi fare ricorso senza che sussistano termini massimi di scadenza: così, se devi contestare la mancata notifica della cartella esattoriale, puoi agire in qualsiasi momento davanti al Giudice.

Chiaramente – nei casi di pignoramento avviato su una cartella mai notificata o cartella notificata senza previo avviso di accertamento – hai ampie possibilità di vittoria e puoi sperare nella condanna della controparte al rimborso delle spese legali.

Tuttavia, provvedere all’impugnazione cartelle esattoriali in base a procedure fai-da-te raramente apporta benefici concreti e celeri.

Per ottenere l’accoglimento della tua domanda e il conseguente annullamento del debito, rivolgiti a professionisti del settore in grado di guidarti passo per passo fino all’ottenimento dei diritti che ti spettano per legge.

 

Come possiamo aiutarti

Rivolgiti a Unione dei Consumatori e riceverai una valutazione del caso ad opera di esperti nel settore, in grado di aiutarti a far valere i tuoi diritti.

Nel caso specifico, ti supportiamo attraverso una valutazione a costo zero della documentazione che riguarda l’impugnazione cartelle esattoriali.

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(*) Per approfondire il tema, ti invitiamo a leggere l’articolo sull’impugnazione estratti di ruolo.