Come sappiamo la legge 104 del 1992 prevede tre giorni di permesso retribuiti per il lavoratore che assiste il familiare disabile.

La Corte di Cassazione con sentenza n. 27232 del 22.12.2014, ha previsto che tale diritto sussiste anche se il lavoratore non convive con il familiare portatore di handicap, e anche nell’ipotesi in cui risieda in una città diversa ed il soggetto disabile sia assistito da una badante.

Prima della riforma avvenuta con L. n. 183/2010, la legge 104/92 subordinava la possibilità di godere dei permessi alle condizioni di continuità e di esclusività dell’assistenza al familiare, ma la Corte di Cassazione ha precisato che tali condizioni non vanno interpretati in maniera restrittiva. Pertanto, la continuità non viene meno se tra il comune di domicilio del lavoratore e quello del parente soggetto a legge 104/92 vi sia una distanza geografica, quanto all’esclusività, si sottolinea che la presenza della badante non fa venir meno il diritto del lavoratore ai permessi, stante la necessità della badante di usufruire anch’essa al riposo settimanale.

È bene precisare che il diritto ai permessi non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per lo stesso disabile, ma a tempo stesso lo stesso lavoratore può assistere più persone in situazione di handicap grave.