A livello nazionale e comunitario i temi scottanti che impegnano il diritto amministrativo sono molteplici ed all’ordine del giorno. Tra questi vi è sicuramente quello dell’ambiente. Se consideriamo l’ambito comunitario, va detto che esiste una legislazione ambientale molto forte, in quanto la tematica della tutela dell’ambiente è particolarmente sentita. Fin dai tempi dell’Atto unico Europeo del 1987 era stato introdotto il tema dell’ambiente, al fine di trovare una politica ambientale comune. Altri passi importanti riguardanti questa materia sono stati fatti con il trattato di Maastricht del 1993 e con il trattato di Amsterdam del 1999. E come dimenticare poi il trattato di Lisbona del 2009, che ha avuto come obiettivo primario quello di combattere i cambiamenti climatici? Arrivando al presente, la normativa tutela ambientale si è ulteriormente ampliata ed arricchita. Scopriamone i principi.

Principi generali della normativa tutela ambientale comunitaria

I principi generali di legislazione ambientale sono i seguenti:

  • Precauzione
  • Azione preventiva
  • Principio di “chi inquina paga”

Quando si applica il principio di precauzione in ambito comunitario? Quando in termini scientifici vi è incertezza rispetto ad un rischio presunto (sia per l’ambiente, che per la salute umana) determinato da una certa causa: ad esempio un prodotto che potrebbe essere potenzialmente pericoloso. In questo caso si ritira il prodotto in questione dal mercato, fino a quando evidenze scientifiche non dimostrano che non è pericoloso. Per la normativa tutela ambientale è di grande importanza poi nella comunità Europea il principio di “chi inquina paga”. Questo principio di legislazione ambientale ha infatti lo scopo di prevenire o riparare danni all’acqua, al suolo, alle specie.

Ma esemplifichiamo un caso concreto: coloro che utilizzano per lavoro sostanze pericolose devono fare in modo che queste non diventino una minaccia per l’ambiente, ad esempio che non vengano smaltite impropriamente nel suolo o nei corsi d’acqua. Se si verifica il danno, dovranno essere i soggetti in questione a rimediarvi e a sostenerne tutti i costi derivanti.

La legislazione ambientale comunitaria in rapporto con i Paesi membri dell’Unione

La legislazione ambientale comunitaria deve necessariamente tenere conto delle diverse situazioni dei vari Stati membri dell’Unione. Già le stesse condizioni ambientali, a seconda della zona europea presa in considerazione sono differenti e lo sono altresì anche i dati a disposizione. Perciò anche la Corte di Giustizia Europea ha avuto ed ha il suo ruolo, al fine di trarre dai principi generali comunitari di legislazione ambientale una disciplina che possa uniformare le esigenze e le situazioni dei diversi Paesi dell’Unione. Ciò non esclude che si possano verificare talvolta contrasti tra la legislazione di un Paese e la normativa tutela ambientale comunitaria.

Ritornando al principio di “chi inquina paga”, questo mira, a livello comunitario, a far sì che i danni ambientali vengano imputati a coloro che li hanno provocati e non pesino sulla collettività. Ciò non toglie, come ha precisato la Corte di Giustizia Europea, che i Paesi membri possono adottare anche norme più severe per contrastare i danni ambientali.

La legislazione ambientale nazionale

Ed arriviamo alle norme nazionali. Anche a livello nazionale, naturalmente, vi è un’attenzione primaria verso la salvaguardia dell’ambiente. E sono rispettati i criteri alla base dell’ordinamento comunitario. Ma citiamo nello specifico alcuni principi:

  • Il principio dell’azione ambientale
  • Il principio di sussidiarietà e di leale collaborazione
  • Il principio dello sviluppo sostenibile

I primi due principi normano la tutela dell’ambiente, sia da parte di persone fisiche, che di enti; inoltre sottolineano come le generazioni attuali non debbano, per soddisfare i loro bisogni, ridurre la qualità della vita delle generazioni future. Anche se la normativa tutela ambientale nazionale fa sì che i suoi principi si armonizzino con quelli comunitari, è inevitabile che talvolta vi siano delle questione controverse. Una fra tutte è quella relativa ai criteri di danno da inquinamento. Se un cittadino, proprietario di un’area che è stata inquinata non per suo dolo e che va bonificata, non è addentro queste questioni, può non sapere come comportarsi.

Come ti possiamo essere d’aiuto

È fondamentale, perciò, rivolgersi a chi può fornire gli strumenti di tutela. Rivolgendoti ad Unione dei Consumatori diventi un consumatore consapevole. Per assistenza ed informazioni puoi chiamare il numero 091 6190601 oppure puoi mandare un messaggio nel nostro form: un nostro consulente ti ricontatterà in breve tempo.