Fino a Dicembre 2014 è possibile avere degli sgravi per cambiare finestre, ristrutturare casa, rinnovare l’impianto di riscaldamento, acquistare nuovi mobili ed elettrodomestici.

Infatti a quanti, entro il 2014 realizzano lavori in casa spetta:

  • il 50% di detrazione Irpef sugli interventi di ristrutturazione semplice;
  • il 65% di detrazione sui lavori di efficientamento energetico;
  • il 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici (purché collegato a lavori di ristrutturazione in casa, e per mobili nuovi).

Per la ristrutturazione vi è il limite massimo di spesa di 96mila euro, mentre per il bonus mobili il tetto massimo di spesa è di 10mila euro (nei 10mila euro potranno essere conteggiate le spese di trasporto e montaggio).

Per poter avere l’agevolazione, occorre emettere il bonifico per pagare l’impresa che ha realizzato i lavori, che devono essere conclusi e pagati entro la fine dell’anno. Inoltre nel bonifico bancario deve essere indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva del soggetto a favore del quale viene effettuato il bonifico. È possibile effettuare anche un pagamento tramite carte di credito o di debito: in questo caso la data di pagamento coincide con il giorno di utilizzo della carta. Non sono consentiti, invece, pagamenti con assegno o contante. Per ottenere la detrazione andranno conservati: la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione in caso di pagamento con carta, la documentazione di addebito sul conto corrente, le fatture di acquisto dei beni. Una volta effettuato il pagamento, le spese andranno indicate nella dichiarazione dei redditi. Lo sconto così ottenuto andrà spalmato su più anni, ripartendolo in dieci quote di pari importo. E dividendolo, eventualmente, tra tutti gli aventi diritto, nel caso in cui ci siano più proprietari.

Possono usufruire della detrazione:

  • il proprietario,

  • il nudo proprietario,

  • il titolare di un diritto reale sull’abitazione (uso, usufrutto, abitazione, superficie),

  • coloro che detengono il fabbricato in base a un contratto di comodato o di locazione,

  • i familiari conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo) del proprietario o detentore dell’unità immobiliare oggetto degli interventi, a condizione che la situazione di convivenza sussista precedentemente alla data di inizio dei lavori e che le spese risultino effettivamente a carico del familiare convivente, essendo comprovate dai bonifici di pagamento e dalle fatture a lui direttamente intestate.

La detrazione si applica ai lavori eseguiti su singole unità immobiliari di qualunque categoria catastale, purché destinate ad abitazione, o sulle relative pertinenze (box, posti auto, soffitte e cantine) e su tutte le parti comuni di edifici a prevalente destinazione residenziale.

 

Ecco allora cosa fare:

    1. effettuare i pagamenti delle fatture relative agli interventi agevolati tramite bonifico bancario o postale, nella cui ricevuta devono essere indicati il riferimento normativo (ad esempio: “detrazione Irpef del 36-50%, ai sensi dell’articolo 16-bis, dpr 917/1986 o Tuir”), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato;

    2. per i cantieri, in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, è obbligatorio spedire, prima dell’inizio dei lavori, all’Azienda sanitaria locale (Asl) territorialmente competente, mediante raccomandata a/r, una comunicazione con i seguenti dati: la generalità del committente dei lavori e la loro ubicazione; la natura dell’intervento; i dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con la sua assunzione di responsabilità in ordine al rispetto degli obblighi per la sicurezza sul lavoro e la contribuzione; la data presunta di inizio dei lavori.

    3. indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono avvenute le spese (la prima utile per le detrazioni) i dati catastali identificativi dell’immobile, a pena di decadenza dell’agevolazione.

    4. conservare ed esibire, in caso di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria:

      1. le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia, relativamente alla tipologia di lavori da realizzare (per esempio la concessione edilizia, il permesso a costruire, la Scia, la Dia o la comunicazione di inizio lavori in Comune);

      2. la domanda di accatastamento, per gli immobili non ancora censiti;

      3. le ricevute di pagamento dell’Ici, se dovuta fino al 2011;

      4. la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

      5. la dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori (per i lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi);

      6. la comunicazione preventiva all’Asl indicante la data di inizio dei lavori, qualora la stessa sia obbligatoria;

      7. le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;

      8. le ricevute dei bonifici di pagamento.

 

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alla nostra Associazione, che, sempre attenta ai bisogni dell’utenza, non può che dare risposte ad ogni vostra esigenza.

 

 

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