Di fronte all’acquisto di prodotti rivelatisi difettosi, chi è tenuto a pagare i danni, il produttore o il fornitore?

La legge che disciplina tale aspetto (D.P.R. n. 224 del 24.05.1988), prevede che sia il produttore a risarcire al consumatore i danni provocati dal suo prodotto difettoso, anche laddove non abbia agito nè in maniera dolosa nè colposa: il solo fatto che abbia creato una situazione di pericolo, è da ritenersi responsabile dei possibili danni che ne possono scaturire.

I moderni processi produttivi, spesso, non permettono di individuare esattamente il produttore di un determinato bene; nel caso in cui non venga individuato il produttore della merce che ha creato il danno, sarà il fornitore a risponderne.

Esistono anche casi in cui la responsabilità è esclusa, quando:

  • il prodotto non è stato messo in commercio dal produttore, ma rubato e rivenduto;
  • il difetto è insorto solo dopo l’immissione sul mercato da parte del produttore, per esempio a seguito di una riparazione. In questo caso il consumatore deve rivolgersi all’officina o laboratorio che ha effettuato la riparazione;
  • il prodotto è stato fabbricato solo per l’autoconsumo e non è destinato alla vendita;
  • il difetto è dovuto alla conformità del prodotto a una norma di legge vincolante.

 

Se al momento della commercializzazione di un oggetto, non si hanno le condizioni per individuare possibili difetti, la legge sulla sicurezza dei prodotti obbliga il fabbricante a ritirare dal mercato la merce difettosa.

Dovrà essere il consumatore a provare il nesso di causalità tra prodotto difettoso e danno subìto.

Per avere diritto al risarcimento, il danno deve superare la somma di 387,00€: occorrerà mettersi in contatto con il produttore o l’importatore del prodotto difettoso e fornire la dimostrazione e la quantificazione del danno.

Il venditore è obbligato a rispondere entro tre mesi dalla richiesta. Se così non fosse, sarà chiamato personalmente al risarcimento, anche per vie legali.

Il diritto al risarcimento si prescrive in tre anni dal giorno in cui si ha avuto conoscenza del danno, del difetto e dell‘identità del responsabile e si estingue dopo dieci anni dalla messa in circolazione del prodotto che ha cagionato il danno.