La storia non cambia: quando arriva una notifica cartella di pagamento, non sapendo cosa fare, ci si lascia prendere dal panico finendo per elargire soldi che non sempre sono dovuti.

Vediamo, allora, quando una cartella esattoriale non deve essere pagata e com’è opportuno muoversi per agire nel modo corretto.

 

Notifica cartella di pagamento nel dettaglio

Con la costituzione dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione e la fine di Equitalia, per garantire una maggiore fruibilità del documento e assicurare chiarezza e trasparenza nei confronti del contribuente, è stato approvato un nuovo modello di cartella di pagamento.

Chi ha ricevuto la notifica cartella di pagamento ha avuto modo di notare che il documento presenta le seguenti caratteristiche:

  • descrizione degli addebiti;
  • istruzioni sulle modalità di pagamento;
  • invito a pagare le somme descritte entro 60 giorni;
  • indicazioni per l’eventuale presentazione di un ricorso.

La notifica cartella di pagamento al contribuente, di norma, avviene mediante personale autorizzato dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione o da altri soggetti abilitati dallo stesso ente oppure può essere recapitata via raccomandata A/R.

Ed è a questo punto che sorgono i problemi: vediamo perché.

 

Notifica cartella di pagamento: cosa prevede la legge 124/2017

La riforma messa in atto con la legge 124/2017 ha previsto la possibilità di notificare atti giudiziari a mezzo poste private.

A questa normativa hanno fatto seguito le recenti sentenze della Corte di Cassazione con cui si è deciso che le poste private possono provvedere alla notifica cartella di pagamento, soltanto previa acquisizione di licenze particolari.

Licenze che, allo stato attuale, non risultano essere state rilasciate. È per questa ragione che la Suprema Corte ha ribadito l’inesistenza di qualsiasi notifica cartella di pagamento pervenuta a mezzo posta privata, almeno fino ad oggi.

 

Notifica cartella di pagamento: cosa succede se non si paga

Quando il contribuente non paga entro il termine di 60 giorni dalla notifica cartella di pagamento, se non presenta ricorso oppure non interviene un provvedimento di sospensione o annullamento, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione provvede al recupero forzato delle somme iscritte a ruolo.

Nei confronti del povero cittadino, l’ente può procedere con svariate azioni:

  • iscrizione di fermo amministrativo su beni mobili registrati (ad es. le vetture);
  • iscrizione di ipoteca su beni immobili;
  • pignoramento (mobiliare e immobiliare);
  • azioni esecutive, cautelari o conservative proprie del creditore.

Se la cartella di pagamento notifica Iva, Irpef, bollo auto e contravvenzioni da saldare ma i tributi sono già stati pagati oppure sono oggetto di un provvedimento di sospensione, i contribuenti possono interrompere le procedure di riscossione presentando una semplice autodichiarazione, in base a quanto disposto dalla direttiva n. 10/2010.

 

Notifica cartella di pagamento: cosa possiamo fare per te

Sono tanti i contribuenti che fino ad oggi hanno ricevuto notifica cartella di pagamento con poste private e non sanno come fare per far valere i propri diritti.

Sempre attiva sul territorio, Unione dei Consumatori annovera tra i principali obiettivi la difesa dei diritti dei consumatori.

Nel caso specifico, ti supportiamo attraverso una valutazione a costo zero della documentazione relativa alla notifica cartella di pagamento a te indirizzata.

Per ulteriori informazioni, contattaci ai numeri 091 6190601 e 370 1220734 (solo Whatsapp) o, se preferisci, invia un messaggio sul nostro form.

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