Il tema del pignoramento dello stipendio e della pensione è sempre di grande interesse anche per il nostro Parlamento, che via via introduce nuove norme o modifica quelle già esistenti.

Vediamo, quindi, cosa ci può interessare di sapere sul pignoramento dello stipendio e sul pignoramento della pensione.

Anzitutto, bisogna fare riferimento al cosiddetto “D.L. fallimenti”, convertito dal Senato nel decreto n. 83/2015. Le norme contenute sono diverse e toccano svariati punti rilevanti, tra cui l’innalzamento delle soglie di impignorabilità, sia in riferimento al pignoramento dello stipendio che della pensione.

 

Il pignoramento dello stipendio e della pensione: il decreto 83/2015

Quando si parla di pignoramento dello stipendio e di pignoramento della pensione, è bene fare una distinzione; ovvero se si parla di:

  • Pignoramento che viene notificato direttamente al soggetto pagatore (datore di lavoro, Inps);
  • Prelievo forzoso su conto corrente bancario o postale.

Infatti, è legittimo anche il prelievo forzoso sui conto correnti, nel caso in cui un creditore debba vedersela con un debitore insolvente.

In buona sostanza il DL n. 83/2015 è andato a modificare la quota di base che attiene al pignoramento dello stipendio, pensione e altre somme, quali ad esempio:

  • Indennità in sostituzione di pensioni;
  • Indennità per licenziamento;
  • TFR.

Per le somme di denaro aventi – invece – causale diversa, gli Istituti di credito non hanno limiti imposti nel prelievo forzoso.

 

Pignoramento dello stipendio: i casi

Vediamo cosa prevede il decreto, nel caso di pignoramento dello stipendio.

Se il terzo pignorato è direttamente il datore di lavoro, lo stipendio è pignorabile la misura di 1/5. Nel caso, invece, di pignoramento dello stipendio con prelievo forzoso dal conto corrente, è fondamentale verificare la data di accredito dello stipendio:

  • se è anteriore alla notifica del pignoramento, è pignorabile l’importo eccedente il triplo mensile dell’assegno sociale.

  • se l’accredito viene fatto esattamente nella data del pignoramento oppure successivamente, è pignorabile, in linea generale, nel limite di 1/5.

Quindi, facendo un esempio pratico prendendo a riferimento l’importo dell’assegno sociale per l’anno 2017, cioè 448,07 €. ed ipotizzando che in conto corrente ci siano 2.000,00 €. antecedenti alla data di notifica del pignoramento, la parte pignorabile sarà

2.000,00 €. – (448,07 €. * 3) = 655,79 €.

Invece, simulando uno stipendio di 1.500,00 € al mese, il pignoramento sugli accrediti successivi sarà

1.500,00 €. * 1/5 = 300,00 €.

Pignoramento dello stipendio e della pensione: analogie

Analogamente al pignoramento dello stipendio, anche nel caso del pignoramento della pensione resta valida la distinzione fatta sopra: ovvero, se viene pignorato un terzo soggetto pagatore o se invece si preleva dal conto corrente.

Nel primo caso la pensione può essere pignorata per l’importo superiore alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. Se ne deduce che la pensione che non raggiunge questa soglia non può essere pignorata. Stessa cosa per altre indennità a sostituzione della pensione, o nei casi di altri assegni di quiescenza.

Facciamo un esempio pratico prendendo a riferimento l’importo dell’assegno sociale per l’anno 2017, cioè 448,07 €.

Ipotizzando una pensione di 1.000,00 € al mese, la parte pignorabile sarà

1.000,00 €. – (448,07 €. * 1,5) = 327,89 €.

Quindi, solo per una pensione di 1.000,00 €. la parte pignorabile è solo di 327,89 €. con i limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma dell’art. 545 c.p.c. nonché dalle speciali disposizioni di legge ovvero nel limite di 1/5.

Pertanto, si avrà

327,89 €. * 1/5 = 65,58 €.

Per quanto riguarda, invece, il prelievo da conto corrente:

  • se l’accredito della pensione è anteriore alla notifica del pignoramento, vale quanto detto sopra a proposito del pignoramento dello stipendio, nella medesima circostanza, con l’eccedenza pignorabile nella misura di 1/5;

  • se l’accredito della pensione è successivo alla notifica del pignoramento, è pignorabile solo per l’eccedenza del minimo mensile dell’assegno sociale aumentato della metà, con l’eccedenza pignorabile nella misura di 1/5.

 

Pignoramento dello stipendio e della pensione: come possiamo aiutarti

Come avrai potuto notare – essendo la materia veramente complessa – provare a tutelarsi da solo nei casi di pignoramento dello stipendio o di pignoramento della pensione che sia, è veramente difficile ed altamente rischioso.

Solo unendoti ad Unione dei Consumatori diventerai un consumatore consapevole e, grazie a ciò, potrai ottenere  tutte le informazioni che ti necessitano ed un’assistenza qualificata.

Chiamaci ai numeri 091 6190601 – 370 1220734 (anche whatsapp), oppure manda un messaggio sul nostro form ed un nostro consulente ti ricontatterà in breve tempo.