Nella bozza della legge di Bilancio, il governo ha inserito un emendamento che potrebbe allargare fino a dieci anni il tempo di prescrizione delle cartelle esattoriali notificate fino al 31 dicembre 2017.

Il suddetto emendamento potrebbe avere anche un effetto retroattivo, poiché si tratta di una norma interpretativa, e potrebbe produrrebbe i primi effetti all’inizio del 2018.

Un danno per i contribuenti che dovranno così aspettare 10 anni invece degli attuali 5 anni, prima di eccepire la prescrizione di crediti illegittimi o sbagliati. Con questa mossa, il fisco avrà molto più tempo per dare il via a pignoramenti e fermi amministrativi.

In caso di smarrimento della cartella è possibile richiedere solo un estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate, essendo che la cartella viene considerata come atto unico e non riproducibile. Il consiglio è, quindi, quello di conservare gelosamente la cartella per evitare difficoltà nella tutela giudiziaria.

Prescrizione Cartelle esattoriali: cosa cambierà?

Finora le cartelle avevano tempi di prescrizione fissati in base al tipo di tributo; la Legge di Bilancio, in caso di approvazione, porterebbe il limite a 10 anni per qualsiasi cartella esattoriale. Attualmente le imposte locali (Imu, Tasi e Tari) e le multe stradali hanno una prescrizione a 5 anni, mentre il bollo auto 3 anni.

Chi ad esempio ha ricevuto una cartella per il bollo auto circa due anni fa e dunque attendeva dicembre 2018 per la prescrizione, con le nuove norme dovrà attendere il 2025.

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