È una tematica attuale quella del recupero crediti decreto ingiuntivo e sono ancora tanti i cittadini che non hanno idea dell’esistenza di questa possibilità nel caso in cui si trovino dinanzi a un debitore moroso.

Vediamo dunque cos’è un decreto ingiuntivo recupero crediti, in che situazioni è possibile richiederlo e quali sono i termini da rispettare.

 

 

Cos’è il recupero crediti per decreto ingiuntivo?

Si tratta di un procedimento giudiziario con cui società, imprese e cittadini possono recuperare un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti del debitore, sia esso una persona fisica o giuridica.

Nella pratica, il recupero crediti per decreto ingiuntivo opera quando si chiede a un Giudice del Tribunale – con competenza per tipologia di debito – di emanare un provvedimento consistente in un ordine immediato di pagamento delle somme.

Chiaramente, il pagamento delle stesse va dimostrato e ciò può essere fatto allegando al decreto ingiuntivo recupero crediti apposita documentazione attestante l’esistenza del debito (fattura, busta paga, promessa di pagamento…).

 

Recupero crediti decreto ingiuntivo: per cosa chiederlo

Per chiedere un decreto ingiuntivo recupero crediti, è indispensabile la sussistenza di alcune condizioni.

Innanzitutto, il credito deve consistere nella consegna di una somma di denaro, un bene o un documento.

È anche necessaria la prova della sussistenza del credito mediante forma scritte e in particolare:

  • fatture commerciali;
  • buste paga o contratto di assunzione;
  • estratti autentici delle scritture contabili;
  • scritture private;
  • polizze e telegrammi;
  • libri e registri (nel solo caso in cui il creditore sia la Pubblica Amministrazione);
  • parcella o avallo dell’associazione professionale (per crediti vantati da professionisti).

 

I termini del recupero crediti su decreto ingiuntivo

Con il recupero crediti per decreto ingiuntivo, fondato su prova scritta, si intima il debitore ad adempiere all’obbligazione entro il termine di 40 giorni dalla notifica.

In quest’arco di tempo, il debitore ha comunque facoltà di opporsi al decreto ingiuntivo comunicando in forma scritta al Giudice le motivazioni della sua ferma volontà ad opporsi al pagamento. In tal modo darà il via a un iter di accertamento dell’effettività del debito iscritto ad ingiunzione.

Trattandosi comunque di una materia delicata e non priva di cavilli, il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi a esperti del settore così da esser certi di ricevere tutela.

 

Recupero crediti decreto ingiuntivo: in caso di opposizione non basta la sola fattura

Con sentenza n. 63/2016, la Corte di Appello di Potenza ha stabilito che – a seguito dell’opposizione da parte del debitore – il creditore, che aveva ottenuto il decreto ingiuntivo recupero crediti con la sola presentazione del pezzo di carta, dovrà dimostrare il proprio diritto diversamente.

In particolare, il creditore può dar prova della sussistenza del credito ricorrendo ad altri documenti oppure avvalendosi di testimoni. Viceversa, lo stesso perderà il giudizio di opposizione e il decreto ingiuntivo sarà revocato.

 

Recupero crediti decreto ingiuntivo: come possiamo aiutarti

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