Termini per richiedere il rimborso tributario: tributi locali e  imposte dirette

I contribuenti che hanno versato tributi in misura superiore a quella dovuta possono esercitare il diritto di rimborso  tributario entro i termini stabiliti dalla legge.

Difatti, in tema di tributi locali, il contribuente può chiedere il rimborso tributario, secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 164, della legge 296/2006, entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.

Per le imposte dirette valgono i termini stabiliti dagli articoli 37 (per le ritenute dirette) e 38 (per i versamenti diretti), del DPR 602/1973 (48 mesi) in presenza di errore materiale, ma anche in caso di inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.

Può accadere che il contribuente, pur indirizzando correttamente la propria richiesta di rimborso dei tributi all’Amministrazione nei confronti della quale vanta il credito, indichi un ufficio diverso da quello effettivamente competente a riconoscere il diritto. La giurisprudenza ha affrontato alcuni di questi casi dichiarando che tale errore non comporta la decadenza dal diritto di rimborso.

 

Rimborso tributario: le novità giurisprudenziali

Recentemente la Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 5203/2018 del 6/3/2018, ha stabilito che il contribuente, reo di aver formalizzato una richiesta di rimborso dei tributi ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate incompetente territorialmente, non decade dal diritto, e spetta all’ufficio che ha ricevuto l’istanza trasmetterla a quello competente.

Il caso affrontato dai Giudici di legittimità riguarda l’impugnazione di un silenzio – rifiuto formatosi a seguito della richiesta di rimborso avanzata da un contribuente nei confronti di un ufficio dell’Agenzia delle Entrate non competente territorialmente.

Ovviamente l’Ufficio aveva invocato la decadenza dal diritto al rimborso tributario del contribuente.

 

Rimborso tributario: la sentenza nel dettaglio

La Corte di cassazione, confermando l’orientamento giurisprudenziale ad oggi prevalente, ha dichiarato che anche in questi casi l’istanza deve ritenersi valida a tutti gli effetti di legge.

In particolare, l’Ordinanza ha sottolineato che trova sempre applicazione il principio sancito dallo Statuto per i diritti del contribuente (legge 212/2000) in tema di rapporti tra uffici e contribuenti, i quali devono essere sempre improntati alla piena collaborazione e buona fede.

I Giudici di legittimità hanno infine ribadito come in tema di rimborso tributario sulle imposte sui redditi (comma 2, dell’art. 38, del DPR 602/1973) “la presentazione di un’istanza di rimborso ad un organo diverso da quello territorialmente competente a provvedere costituisce atto idoneo non solo ad impedire la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso, ma anche a determinare la formazione del silenzio-rifiuto impugnabile dinanzi al giudice tributario, sia perché l’ufficio non competente (quando non estraneo all’Amministrazione finanziaria e, nella specie, coincidente con una diversa direzione regionale) è tenuto a trasmettere l’istanza all’ufficio competente, in conformità delle regole di collaborazione tra organi della stessa Amministrazione, sia alla luce dell’esigenza di una sollecita definizione dei diritti delle parti, ai sensi dell’art. 111 Cost.”.

 

Come richiedere un rimborso tributario agli enti impositori

L’Unione dei Consumatori si avvale di professionisti operanti in ambito tributario che possono assistere i contribuenti nella predisposizione e l’invio di richieste di rimborso di tributi all’Agenzia delle Entrate, all’Agente di riscossione ed agli Enti Locali (Regione, Comuni, Concessionari, Società d’Ambito ed ex Province).

Per usufruire di questo servizio – anche per il rimborso tributario – basterà utilizzare uno degli strumenti di contatto messi a disposizione:

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