I precari della P.A. che nel tempo hanno superato la durata complessiva di 36 mesi di contratto possono ottenere risarcimenti che vanno da 2,5 a 12 mensilità. Ecco perchè!

Sono oltre 200 mila i precari della Pubblica Amministrazione, titolari di contratti a termine che nel tempo hanno superato la durata complessiva di 36 mesi, adesso legittimati a ricorrere contro lo Stato per ottenere risarcimenti che vanno da 2,5 a 12 mensilità. Questo è quanto emerge dalla sentenza 5072/2016, emessa recentemente dalle sezioni unite della Cassazione, che uniforma la situazione dei lavoratori del pubblico a quelli del privato.

Su questa base il Comune di Augusta, con sentenza n. 348 pubblicata in data 11.5.2016, è stato già condannato al risarcimento del danno subito dagli oltre 60 dipendenti precari, che nel 2013 avevano agito giudizialmente per la tutela dei propri diritti.

Di fondamentale importanza è che tale riconoscimento economico è da intendersi a titolo risarcitorio per la mancata trasformazione del contratto e non incide, in ogni caso, sulla prosecuzione del contratto in essere.

Sulla base di quanto sopra, Unione dei Consumatori lancia una azione collettiva che mira a restituire, seppure in parte, attraverso detto risarcimento, la dignità ai lavoratori della P.A.

Per maggiori informazioni contattaci via mail a precari@udiconsum.it o sulla telefonica dedicata al n. 091.843.90.38

Il fatto

A seguito della predetta sentenza, il Comune di Augusta dovrà adesso risarcire i suoi precari nella misura massima consentita dalla legge e sancita dalla sentenza: ben 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre rivalutazione monetaria ed interessi. Il Comune di Augusta dovrà inoltre rimborsare le spese processuali ai 60 precari nella misura complessiva di ben 20.000 euro, oltre accessori di legge.

Oggi in Italia, la normativa in vigore, impedisce di fatto le assunzioni e stabilizzazioni dei precari nella pubblica amministrazione. Di contro, un provvedimento del Presidente della Repubblica – emanato in osservanza della direttiva dell’Unione Europea n. 70 del 1999 – ha avviato la stabilizzazione a tempo indeterminato, e senza fare svolgere loro alcun concorso, di tutti i lavoratori precari che prestano servizio presso il Quirinale. Questo fatto, dà quindi buone speranze a chi chiede, dopo tanti anni, allo Stato il coraggio di sanare gli abusi commessi, per poi ricominciare a fare, davvero e seriamente, i concorsi.