La disdetta anticipata del contratto di telefonia potrebbe costare cara.

Se il ddl sulla concorrenza, approvato in questi giorni dal Governo, dovesse diventare legge, di fatto verrebbero reintrodotte le vecchie penali.

Tale disegno legge prevede, infatti, che “nel caso di risoluzione anticipata le spese devono essere eque e proporzionate al valore del contratto” (art. 16).

Se così fosse, i consumatori potrebbero pagare anche oltre i 100 euro.

Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto con una nota su tale punto del ddl Concorrenza, specificando che la norma vuole definire meglio i limiti delle penali già esistenti per il recesso da offerte e promozioni.

Fino a oggi il passaggio gratuito da un operatore all’altro è stato garantito dalla legge Bersani del 2007, anche se gli operatori hanno continuato a pretendere delle somme dagli utenti che richiedono la disdetta, attraverso i cosiddetti “contributi di disattivazione”.

Le compagnie telefoniche, se passasse il disegno di legge voluto dal Governo, non solo sarebbero autorizzate ad applicare la penale, ma anche la somma richiesta sarebbe più elevata rispetto a quella pretesa finora come importo per dismissione o costo per attività di migrazione.

Per questi motivi, si attendono, prima che il provvedimento diventi legge, ulteriori modifiche e chiarimenti sulla norma.