Con un recente provvedimento dell’AGCOM, i maggiori operatori nella telefonia mobile – Telecom, Wind, Vodafone, H3G – sono stati condannati a pagare multe salatissime, per un totale di 5 milioni di euro, per avere adottato pratiche commerciali scorrette che riguardano la commercializzazione dei servizi premium. Molti utenti, infatti, si sono visti addebitare sul credito telefonico della propria sim, il costo di servizi non richiesti: sono soprattutto servizi e app a sovrapprezzo, come giochi e video che spesso vengono inconsapevolmente acquistati, durante l’accesso ad internet, cliccando su di un banner.

Suddetti servizi sono forniti da un soggetto terzo, beneficiario del pagamento, che cede elevate commissioni agli operatori telefonici degli addebiti.

Si tratta di una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori innanzitutto perchè non viene fornita alcuna informazione circa le modalità di fornitura di tali servizi: sottoscrivendo il contratto di telefonia mobile, si accetta inconsapevolmente che la sim sia abilitata alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, omettendo la possibilità di bloccare la ricezione di tali servizi.

Non vi è, in definitiva, nessuna autorizzazione da parte del cliente né alcuna richiesta esplicita di attivazione da parte dei soggetti fornitori dei servizi (tra l’altro estranei al rapporto tra utente e operatore).

Per tutti questi motivi, l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, oltre che infliggere le sanzioni, ha vietato agli operatori telefonici la diffusione di tale pratica scorretta e ha stabilito che comunichino entro 60 giorni le iniziative assunte per ottemperare alla diffida.

Gli utenti possono rivolgersi ad UDICONSUM per chiedere il risarcimento delle cifre sottratte ingannevolmente, recandosi presso una delle Sedi attive sul territorio (via Ignazio Capuano n. 14 per termini Imerese), o scrivendo un’email a info@udiconsum.it.