Se si è contattati da agenzie di recupero crediti per somme non sempre dovute si rischia qualche autogol. Ecco alcuni consigli.

Premesso che i debiti vanno pagati e su questo non v’è dubbio, ma vanno pagati solo se dovuti effettivamente. Capita spesso con gestori di servizi noti per la poca trasparenza nella gestione dei clienti di ricevere fatture immotivate gonfiate per servizi non richiesti o non più attivi. In questo caso è leggittimo opporre resistenza al pagamento. Innanzitutto bisogna verificare se vi è stata la costitizione in mora del debitore. Consiste nell’avero fatto la richiesta scritta al debitore di adembiere entro un termine perentorio al pagamento, normalmente ciò avviene per mezzo Raccomandata A/R o con messaggio PEC per avere la data certa.

Mai fonire dati che potrebbero essere utilizzati contro di noi. Nel caso di crediti relativi a servizi telefonici accade spesso che l’azienda (presunta) creditrice invii solleciti telefonici sul numero in loro possesso, non sempre queste telefonate sono cortesi alcune volte sono intimidatorie. In questi casi bisogna non farsi intimidire, non fornire al telefono informazioni che possono agevolare l’attività di recupero crediti. Ad esempio: “Ci risulta un debito a suo carico relativo a ….. se ci dice il suo attuale indirizzo o ancora meglio il suo numero di fax così in giornata le spediremo il tutto“; mai fornire questi dati perchè con essi il presunto creditore ha la strada spianata per notificare una lettera di messa in mora o un futuro decreto ingiuntivo, infatti chi ha un pò di pratica forense sa che buona parte del lavoro degli studi legali è la ricerca dell’effettivo domicilio del debitore. Concludento potete serenamente dire in conclusione della telefonata “Mi dispiace, ma non ritengo di dovervi fornire queste inforamzioni“. Successivamente si può ricorrere per contestare il debito al Giudice di Pace ma bisogna sempre tenere conto delle spese a cui si va incontro.