La Tari è la tassa comunale sui rifiuti introdotta con la legge 147/2013, la cui finalità del gettito che ne deriva è quella di andare a coprire i costi per i servizi di raccolta e smaltimento dell’immondizia. Il suddetto tributo è dovuto da ogni individuo che possegga o detenga, a qualsiasi titolo, sia locali che aree scoperte soggette alla produzione di rifiuti.

Per gli immobili ad uso abitativo, l’ammontare della Tari è dato da una parte fissa, calcolata in proporzione alle dimensioni dell’appartamento, e da una parte variabile, determinata dal numero degli individui che vi abitano. La suddivisione delle parti che compongono la tassa è chiara, ma lo stesso non può dirsi delle modalità attraverso cui viene spesso contabilizzato dai comuni l’importo totale da riscuotere. L’equivoco sta nelle pertinenze coperte, dalle quali scaturiscono gli errori di calcolo che vanno a gonfiare le bollette oltre l’importo dovuto: garage, soffitte e cantine hanno spesso portato ad eccessivi aumenti, ingiustificati ed ingiustificabili, della parte variabile.

Come si calcola la TARI

Infatti, la tassa va calcolata mediante la somma delle diverse quote fisse, alla quale va aggiunta solo e soltanto una volta la parte variabile. Ad esempio, se una famiglia composta da quattro persone possiede una casa suddivisa in 120 metri quadri di abitazione, 20 metri quadri di garage e 10 metri quadri di cantina, dovrà essere tassata per 150 metri quadrati come parte fissa e per 4 persone come parte variabile, quindi: (quota abitazione + quota garage + quota cantina) + quota componenti famiglia = 1 parte fissa + 1 parte variabile. La prassi di alcuni comuni è stata, invece, quella di moltiplicare la parte variabile per ogni porzione di immobile, facendo lievitare così gli importi complessivi. Tornando al nostro esempio, in alcuni casi il totale della Tari è stato ottenuto con la seguente impostazione: (quota abitazione + quota componenti famiglia) + (quota garage + quota componenti famiglia) + (quota cantina + quota componenti famiglia) = 1 parte fissa + 4 parti variabili, con un conseguente incremento complessivo non di poco conto.

Come verificare se l’importo della TARI è corretto

Per capire se l’importo della Tari, pagato dal 2014 ad oggi, è corretto o se si è corrisposta una cifra più elevata e si ha, dunque, diritto ad un rimborso, occorre verificare sulla bolletta le modalità del calcolo effettuato, verificando che la quota variabile sia presente soltanto una volta per l’intera abitazione e che, viceversa, non sia ripetuta anche in presenza di eventuali pertinenze.

Come ti possiamo aiutare

Serve aiuto nella lettura della bolletta per capire se hai pagato più del dovuto? Vuoi sapere se hai diritto ad un rimborso? Vuoi procedere al recupero degli importi versati anche se non dovuti? Contattaci al numero 091 6190601, oppure invia un messaggio attraverso il form dedicato e verrai ricontattato quanto prima.