Truffa Postepay e Poste Italiane
Come riconoscerla e riavere i soldi
Cos’è la truffa Postepay e quando Poste deve rimborsarti
La truffa Postepay è una frode informatica in cui truffatori si fingono Poste Italiane (tramite SMS, email o finte chiamate) per rubare le tue credenziali e prelevare illegalmente denaro dalla tua carta o dal conto BancoPosta.
Se non hai autorizzato l’operazione, Poste Italiane è obbligata a rimborsarti. Ecco i tre punti fondamentali da conoscere per recuperare i tuoi soldi:
- blocca e denuncia: blocca immediatamente la carta e sporgi denuncia alla Polizia Postale.;
- diritto al rimborso: Poste deve restituirti la somma sottratta e può rifiutarsi solo se riesce a dimostrare che hai agito con “colpa grave” (l’onere della prova spetta a Poste secondo il D.Lgs. 11/2010);
- scadenza: hai tempo fino a 13 mesi dalla data dell’addebito fraudolento per contestare l’operazione.
INDICE
Quando Poste deve rimborsarti
Postepay e conto BancoPosta seguono le stesse regole di qualsiasi banca: quelle del D.Lgs. 11/2010, che recepisce la direttiva europea sui pagamenti (PSD2).
| Il tuo diritto | Cosa prevede |
|---|---|
| Contestare l’operazione Art. 9 D.Lgs. 11/2010 |
Puoi farlo entro 13 mesi dalla data di addebito |
| Prova a carico di Poste Art. 10 D.Lgs. 11/2010 |
È Poste a dover dimostrare che l’operazione è stata autenticata, registrata e non è dovuta a un guasto. L’uso delle credenziali, da solo, non basta a provare la tua colpa grave |
| Rimborso immediato Art. 11 D.Lgs. 11/2010 |
Poste deve rimborsare entro la fine della giornata operativa successiva alla contestazione, salvo fondato sospetto di frode del cliente |
| Franchigia limitata Art. 12 D.Lgs. 11/2010 |
Al massimo 50 € restano a tuo carico, e nessuna somma dopo che hai segnalato il furto o la truffa |
Attenzione: aver confermato il pagamento con i codici o il 3D Secure non basta, da solo, a negarti il rimborso. Conta come è avvenuto l’inganno.
Come riconoscere un SMS, un’email o una chiamata falsa di Poste
- Poste non chiede mai i tuoi dati: diffida da qualsiasi SMS, email o chiamata che richieda PIN, password, codici di sicurezza o l’installazione di app.
- Attenzione alle false urgenze: i messaggi truffa mettono fretta (es. “dispositivo non riconosciuto”) e contengono link a siti civetta o numeri da richiamare.
- Il mittente non è una garanzia: a causa dello spoofing, un finto SMS può apparire nella tua cronologia reale sotto il nome “PosteInfo”.
- Come segnalare: inoltra il messaggio sospetto a antiphishing@posteitaliane.it e cancellalo senza aprire alcun link. Se hai già inserito i tuoi dati, segui immediatamente le istruzioni della sezione “Cosa fare subito”.
Le truffe Postepay più diffuse
| Truffa | Come funziona | Approfondimento |
|---|---|---|
| SMS falso PosteInfo (smishing) | Link a un sito clone che chiede credenziali e codici | Smishing |
| Finto operatore (vishing) | Chiede codici o di spostare i soldi su una “Postepay sicura” | Vishing |
| Email clone (phishing) | Invita ad aggiornare i dati o sbloccare la carta | Phishing bancario |
| SIM swap | Un duplicato della tua SIM riceve i codici al posto tuo | SIM swap |
Queste portano a operazioni che non hai autorizzato tu: sono quelle che Poste deve rimborsare.
Basta il modulo di contestazione o una PEC per riavere i soldi?
A noi non risulta. Centinaia di consumatori ogni giorno ci segnalano che, dopo aver mandato la PEC, Poste:
- risponde con un rifiuto standard: “operazione autenticata con le tue credenziali” o “confermata con 3D Secure“, senza dimostrare la colpa grave che la legge le richiede;
- lascia passare i termini: la risposta al reclamo arriva oltre le 15 giornate operative, oppure non arriva, o si chiede di attendere l’esito della denuncia, che la legge non pone come condizione per il rimborso;
- rimborsa e poi riaddebita: accredita la somma in via provvisoria e la riprende dopo la verifica interna, senza motivare in modo puntuale.
Per questo il reclamo va scritto bene fin dall’inizio: è la base su cui si gioca l’eventuale ricorso all’ABF
Come ti aiutiamo
Come funziona il nostro servizio
Fase 1: : Analisi gratuita del caso (entro 24 ore)
Ti ricontattiamo rapidamente, esaminiamo movimenti, messaggi ricevuti e denuncia, e ricostruiamo come è avvenuta la truffa. Ti diciamo subito se l’operazione è contestabile e quale importo puoi chiedere a Poste.
Fase 2: Reclamo formale a Poste
I nostri legali inviano a Poste un reclamo via PEC: contestiamo le operazioni non autorizzate, smontiamo le risposte standard su credenziali e 3D Secure e chiediamo il rimborso nei termini previsti dal D.Lgs. 11/2010.
Fase 3: Ricorso ABF e rimborso
Se Poste non rimborsa spontaneamente, presentiamo ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per chiedere la restituzione integrale delle somme sottratte, senza alcun anticipo spese da parte tua: il contributo lo paga l’associazione.
Di noi ti puoi fidare
Revisione legale e garanzia
Scopri il profilo del nostro avvocato Maria Concetta Dioguardi, esperta nel settore, che ha revisionato personalmente il presente articolo.
Avv. Maria Concetta Dioguardi
Poste rimborsa i soldi rubati con una truffa Postepay?
Ho dato io il codice al finto operatore: ho perso il diritto al rimborso?
Ho fatto io la ricarica a un finto acquirente: posso riavere i soldi?
Il pagamento è passato con 3D Secure: Poste può negare il rimborso?
Cosa fare in caso di truffa con Postepay sui siti di annunci?
Per saperne di più
Il pagamento è passato con 3D Secure: Poste può negare il rimborso?
È la risposta più frequente che ricevono le vittime, ma non chiude la questione.
Aver confermato il pagamento con i codici non prova da solo la colpa grave: un SMS nella chat ufficiale o una chiamata da un numero che sembra quello di Poste ingannano anche una persona attenta.
Nel 2022 il Tribunale di Palermo ha condannato Postepay a rimborsare circa 4.000 € sottratti con acquisti online non autorizzati (fonte).
Truffa con Postepay sui siti di annunci
Su un sito di compravendita, il finto acquirente ti chiede di andare al Postamat o di aprire l’app per “ricevere” il pagamento. In realtà ti guida in una ricarica verso la sua Postepay. Varianti simili usano il vaglia postale o chiedono la ricarica come anticipo.
Qui la tutela è più debole: l’operazione l’hai disposta tu, anche se ingannato, quindi il rimborso automatico non scatta.
Denuncia subito alla Polizia Postale e segnala a Poste la Postepay del beneficiario: se i fondi sono ancora lì, possono essere bloccati. Se non sai quale dei due casi sia il tuo, raccontaci cosa è successo e valutiamo se l’operazione è contestabile.
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