Come annullare le richieste di Europa Factor per conto di TIM

Hai ricevuto un SMS, una telefonata insistente o una lettera da Europa Factor S.p.A. che ti chiede di pagare una vecchia bolletta TIM?

Non sei l’unico. Ogni giorno centinaia di utenti ci raccontano di essere nel panico, stremati dalle pressioni psicologiche di questa società.

In questo articolo troverai:

  • come difenderti dalle continue richieste di Europa Factor;
  • come ti aiutiamo ad azzerare le pretese economiche.

Il credito viene da TIM e non da Europa Factor

L’errore più comune è impostare la difesa sulla lettera ricevuta: è il punto di partenza sbagliato.

Chi acquista un credito lo acquista nello stato in cui si trova. Non può diventare più forte di quanto fosse in mano a TIM: se la pretesa era debole, contestata o già estinta, resta tale anche dopo la cessione (art. 1263 c.c.).

Per questo la difesa non si costruisce leggendo la richiesta di pagamento, ma ricostruendo il tuo rapporto con TIM.

Chi ha acquistato queste posizioni le ha comprate in blocco, spesso senza la documentazione a supporto — se vuoi capire chi è Europa Factor e come opera nel recupero crediti, l’abbiamo spiegato a parte.

Tre domande da farti subito:

  1. quando: a quale periodo si riferiscono i consumi o gli addebiti contestati?
  2. cosa: si tratta di traffico telefonico, di rate di un apparato, di una penale o di un conguaglio?
  3. prima: avevi aperto un reclamo, ottenuto uno storno o avviato una conciliazione su quel contratto?

Le voci che TIM cede più spesso ad Europa Factor

Nella maggior parte delle segnalazioni che riceviamo, l’importo richiesto non corrisponde a traffico telefonico non pagato.

Sono voci diverse, e ciascuna si contesta in modo diverso:

  1. rate residue del modem o del decoder non restituito
  2. costi di disattivazione e penali di recesso
  3. recupero degli sconti promozionali
  4. conguagli emessi dopo la portabilità in uscita
  5. servizi non richiesti mai disattivati

Da quando si contano i 2 anni sulla tua fattura TIM

Il termine di prescrizione per le bollette telefoniche è di 2 anni, elevato a 5 per le fatture scadute entro il 31/12/2019. Su cosa cambia da un settore all’altro trovi il quadro completo nella nostra guida su Europa Factor recupero crediti; qui vediamo il punto che fa davvero la differenza sulle pratiche TIM, cioè da quando parte il conteggio.

La data che conta è la scadenza della singola fattura

Il termine decorre dalla data di scadenza indicata sulla fattura TIM, non dalla data di emissione, non dal periodo di consumo fatturato e tantomeno dal giorno in cui Europa Factor ti ha contattato.

Sulle fatture TIM la scadenza è riportata in prima pagina, nel riquadro dell’importo, come “entro il”. È l’unico dato che ti serve per capire se la richiesta è ancora esigibile.

Ogni fattura ha la sua prescrizione

È l’aspetto che quasi nessuno considera, ed è quello su cui si vincono le pratiche.

Le cessioni in blocco raggruppano posizioni di anni diversi: dentro la stessa richiesta di pagamento possono convivere fatture ampiamente prescritte e fatture ancora esigibili.

Contestare “il debito” come importo unico è un errore, perché ti espone a una risposta che si limita a dimostrare la validità della fattura più recente.

Per questo il primo passo è sempre chiedere il dettaglio analitico delle fatture: senza quell’elenco non sei in grado di eccepire nulla, e spesso Europa Factor non è in grado di produrlo.

Le eccezioni che avevi contro TIM valgono anche contro Europa Factor

È il principio più utile e il meno conosciuto: chi acquista il credito subentra nella posizione di TIM, non in una migliore: tutto ciò che potevi opporre all’operatore resta opponibile al cessionario.

In concreto:

  • avevi un reclamo aperto su quelle fatture: quel reclamo è opponibile anche oggi, e la mancata risposta dell’operatore pesa sulla fondatezza della pretesa.
  • avevi maturato un indennizzo da carta dei servizi: quell’importo è compensabile con quanto ti viene chiesto.
  • ti era stato riconosciuto uno storno mai applicato in fattura: la fattura ceduta è quella sbagliata.
  • una conciliazione si era già chiusa su quel contratto: la pretesa su quel rapporto è preclusa.

Il corollario pratico è il ribaltamento che ti dicevamo all’inizio: non partire dalla lettera di Europa Factor, parti dalla tua storia con TIM.

Recupera vecchie email, numeri di reclamo, esiti di conciliazioni. Sono quelli i documenti che chiudono la pratica.

Cosa chiedere per iscritto

Prima ancora di discutere se il debito esista, va verificato che chi te lo chiede sia legittimato a farlo.

La cessione produce effetti nei tuoi confronti quando l’hai accettata oppure quando ti è stata comunicata (art. 1264 c.c.): fino a quel momento il tuo interlocutore resta TIM.

Dove inviare la contestazione 

La diffida va indirizzata a Europa Factor e per conoscenza a TIM: i recapiti di Europa Factor li trovi già compilati nel fac-simile di diffida, mentre quelli di TIM sono:

  • PEC: telecomitalia@pec.telecomitalia.it
  • Raccomandata A/R a Telecom Italia S.p.A – Servizio Clienti Fisso – Casella Postale 111, 00054 Fiumicino, RM.

Chiedi per iscritto, in questo ordine:

  1. estremi e data dell’atto di cessione, e prova che ti sia stato comunicato;
  2. copia del contratto TIM originario, sottoscritto;
  3. dettaglio analitico delle fatture contestate, con data di emissione e data di scadenza;
  4. copia degli eventuali atti interruttivi, con la prova della ricezione.

Se manca il primo punto, la richiesta è prematura a prescindere dal merito: non stai negando il debito, stai chiedendo a chi ti scrive di dimostrare di esserne titolare. È una richiesta legittima e va fatta per iscritto, mai al telefono.

Conciliaweb va aperto contro TIM, non contro Europa Factor

Conciliaweb è la piattaforma AGCOM per le controversie con gli operatori telefonici: presentare l’istanza contro chi ha acquistato il credito significa rivolgerla a un soggetto che quella procedura non contempla, e ripartire da zero settimane dopo (Delibera AGCOM 203/18/CONS).

L’istanza va presentata contro TIM, chiedendo l’accertamento che il credito non è dovuto e lo storno delle fatture a monte. È TIM ad aver generato quella posizione: se cade lì, cade anche la pretesa di chi l’ha comprata.

⚖️Il tempo qui non lavora per te

Ogni settimana in cui la pratica resta aperta è una settimana di solleciti, e ogni telefonata è un’occasione per farti dire una frase che riconosce il debito.

Chiudere in fretta vale più che chiudere da soli: ce ne occupiamo noi, senza costi a tuo carico.

Affidati a noi di Unione dei Consumatori e potrai ottenere:

  • la chiusura definitiva della pratica e lo stop immediato alle telefonate insistenti;
  • la contestazione formale del debito (tramite diffida e tramite conciliazione) se prescritto o non dovuto;
  • il rimborso immediato di eventuali somme che sei stato costretto a pagare ingiustamente.

Fai come Enrico M., che ha bloccato le richieste di recupero crediti e risolto il suo problema con noi gratuitamente!

VITTORIA CONTRO Europa FACTOR! 🏆

Il Giudice di Pace di Padova ha annullato la richiesta da parte di Europa Factor SpA di
🏦583,53in favore di Enrico M.

Quindi, a questo punto…

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ANNULLA IL RECUPERO CREDITI

La tua segnalazione sarà più efficace se descriverai dettagliatamente il problema, le date del disservizio, le conseguenze di quello che è successo e cosa hai fatto per risolverlo
Caratteri rimanenti: 500
Sarà utile per ricevere risposta da un nostro consulente
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Il servizio è gratuito e consente di rimanere aggiornati su temi importanti. Viene erogato a mezzo mail e non ha una periodicità predeterminata, non ha vincoli e può essere disdetto inviando una mail a privacy@unionedeiconsumatori.it

Di noi ti puoi fidare

Siamo la 1a Associazione in Italia

Su Trustpilot: non lo diciamo noi, ma chi abbiamo aiutato. Scorri le loro recensioni qui sotto.

Come ti aiutiamo gratuitamente

Ricevuta la tua segnalazione:

  1. ti ricontattiamo con persone vere entro 24 ore;
  2. prendiamo immediatamente in carico il tuo problema;
  3. ti assistiamo online senza alcun bisogno che tu esca da casa.

🛡️ Cosa include la tutela gratuita?

Il nostro servizio include la valutazione del caso e i costi per gli avvocati, perché li facciamo pagare all'operatore.

Cosa aspetti ancora?

FAQ
Ho ricevuto un sollecito da Europa Factor per una vecchia bolletta TIM. Devo pagarla?

No, non pagare prima di aver fatto verificare la pratica. Molto spesso le somme richieste da Europa Factor per conto di TIM non riguardano effettivo traffico telefonico, ma presunte penali per recesso anticipato, rate residue del modem o fatture prescritte. Non lasciarti intimidire dai solleciti. Affidati a noi di Unione dei Consumatori: analizzeremo gratuitamente la tua comunicazione, verificheremo se il debito è prescritto o infondato e bloccheremo le richieste illegittime per tutelare i tuoi diritti.

Europa Factor mi minaccia di azioni legali o pignoramento per un credito TIM. Cosa posso fare?

I toni di Europa Factor servono solo a spaventarti: senza un giudice non possono effettuare alcun pignoramento. Inoltre, la contestazione va fatta a TIM tramite l’AGCOM, non a loro. Ci pensiamo noi di Unione dei Consumatori: blocchiamo subito i solleciti e avviamo la contestazione per azzerare o ridurre il presunto debito.

Come posso contestare una richiesta di pagamento Europa Factor – TIM ed essere sicuro di risolvere?

Per contestare con successo la richiesta è necessario inviare una formale diffida scritta eccependo il difetto di prova, l’eventuale prescrizione del credito (spesso biennale o quinquennale) o il difetto di legittimazione della cessione. Affidati all’Unione dei Consumatori. I nostri consulenti legali specializzati in utenze e telefonia predisporranno la contestazione formale su misura per il tuo caso e gestiranno l’intera pratica fino alla risoluzione definitiva.

I nostri esperti al tuo fianco

Scopri il profilo del nostro avvocato M. Arnone, esperto in telefonia, che è riuscito a far risarcire Enrico M. e che ha revisionato personalmente il presente articolo.

 

Avv. Manlio Arnone

“Supervisiono personalmente i contenuti pubblicati sul sito, verificando ogni singolo riferimento giuridico e dando il consenso alla pubblicazione delle sentenze da me ottenute.”

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