La truffa sul registro italiano in internet per le imprese

Da ormai un po’ di anni la società tedesca DAD (DAD GMBH Deutscher Adressdienst Gmbh con sede in Amburgo) chiede a piccole e medie imprese di farsi pagare per una registrazione all’interno di un fantomatico “Registro italiano in Internet“, che non ha nulla a che vedere con la Registration authority italiana (Nic), l’organismo ufficiale responsabile dell’assegnazione dei nomi a dominio.

Di fatto DAD, che gestisce una banca dati on line denominata “Registro Italiano in Internet per le Imprese” accessibile tramite il sito internet www.registro-italiano-in-internet.com, fornisce un servizio oneroso in abbonamento della durata di tre anni, che consiste nell’apposizione di un annuncio pubblicitario sull’annuario tedesco presente sul sito internet, ma che non è stato liberamente richiesto dalle imprese destinatarie della pratica commerciale.

Le aziende in questione, vengono però a conoscenza dell’esistenza del vincolo contrattuale solo a seguito dell’invio della prima fattura (958 euro annui) alla quale segue, nel caso di mancato pagamento, l’invio di ripetuti solleciti ed intimazioni di pagamento senza possibilità di esercitare il diritto di recesso dall’abbonamento. Seguono poi per gli altri anni ulteriori fatture più le spese per spese di sollecito e recupero crediti da parte della Cross Border Recovery s.r.o., con sede legale a Praga e Credit Collection Factoring (circa 240 euro).

Dopo le opportune, verifiche da parte dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, ci si è resi conto della truffa sul registro italiano in internet per le imprese.

DAD è stata quindi segnalata per il suo “Registro italiano in Internet per le imprese“. L’Antitrust ha quindi avviato un procedimento istruttorio per pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie.

L’Antitrust sottolinea inoltre che DAD ostacola di fatto l’esercizio del diritto di recesso dal servizio in abbonamento chiarendo la natura onerosa del servizio solo ad avvenuta scadenza del termine contrattuale previsto.

 

Come abbiamo cancellato il debito ad un’azienda che ne ha fatto richiesta

Da mesi a un negozio di Termini Imerese che si occupa di vendita di animali, l’azienda tedesca DAD chiedeva il pagamento di alcune fatture per un totale di circa 4 mila e 260 euro.

Il servizio, però, non era mai richiesto dalla ditta siciliana. Nel 2011, come ad altre migliaia di aziende Italiane, al negozio siciliano, era stato recapitato un modulo di registrazione obbligatorio, un modello da compilare senza particolari accorgimenti che però dietro celava un contratto di servizio oneroso, in abbonamento per tre anni, con un costo annuale di 958 euro.

Un vincolo contrattuale sottoscritto inconsapevolmente, diventato un debito per il titolare dell’impresa che ha ricevuto, in questi mesi, ripetuti solleciti e intimazioni di pagamento da parte di due società: la Credit Collection Factoring e la Cross Border Recovery s.r.o con sede a Praga.

“L’antitrust a seguito d’istruttoria – dichiara Manlio Arnone presidente dell’Unione dei Consumatori – ha affermato la natura ingannevole di questa pratica commerciale ed ha diffidato la DAD di reiterare questa condotta. Ai nostri uffici si è rivolta l’azienda di Termini Imerese che ha ricevuto intimidazione di pagamento per il recupero crediti e siamo riusciti, grazie ai nostri legali, a far cancellare situazione debitoria”.

 

Come difendersi dalla truffa sul registro italiano in internet per le imprese

In Italia sono migliaia le aziende, vittime di questa pratica commerciale e pubblicità ingannevole. Chi ha è stato vittima della truffa sul registro italiano in internet per le imprese e ha ricevuto l’intimazione a pagare, per avviare l’istruttoria e ottenere la cancellazione del debito può rivolgersi ai nostri uffici telefonando allo 091.8439038 o mandandoci un messaggio al nostro modulo di contatto.