Uno sguardo al problema

Danno da vacanza rovinata, che rabbia dover rinunciare al proprio viaggio all’ultimo istante. Oppure dover cambiare programma, subire condizioni diverse da quelle promesse.

Quando il tour operator o il venditore possono essere considerati responsabili? Ecco quello che devi sapere e come richiedere il risarcimento danni da vacanza rovinata.

E se la tua vacanza è andata in fumo, se chi te l’ha venduta non vuole rimborsarti, se vuoi quantificare e ottenere il tuo risarcimento vacanze

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INDICE

Vacanza rovinata, cos’è?

Hai atteso tutto l’anno per avere una settimana di ferie, hai risparmiato a lungo e hai prenoto la tua vacanza. Ma il tuo piano non è andato come speravi.

Sappi che accade spesso che le condizioni stabilite nel contratto non vengano del tutto rispettate, rovinando i progetti dei turisti.

Negli ultimi anni la vacanza viene considerata dalla legge un vero e proprio bene. Perdere una vacanza equivale a perdere molto di più di un semplice viaggio o soggiorno, perché rappresenta un’occasione di piacere irripetibile e anche un’opportunità di crescita professionale.

Una vacanza rovinata costituisce una violazione dei diritti del consumatore: la sua privazione o il suo mancato godimento potrebbe recare direttamente dei danni alla sfera personale di colui che ne usufruisce.

Chi subisce un simile danno può chiedere il risarcimento danni da vacanza rovinata.

 

Danno da vacanza rovinata: chi è il responsabile?

Il danno da vacanza rovinata non è dunque un semplice disagio. Ma un vero e proprio pregiudizio che deriva dall’impossibilità dell’acquirente di godere in modo pieno di quanto organizzato in precedenza.

I danni da vacanza rovinata sussistono per tutte le tipologie di viaggio (pacchetti turistici, crociere, etc), sia che la prestazione manchi per intero, sia che venga erogata soltanto parzialmente. E possono essere:

  • patrimoniali (esborso economico)
  • esistenziali (stress, delusione).

Qualsiasi elemento contenuto nel contratto può essere oggetto di danno da vacanza rovinata: il trasporto, l’alloggio, lo smarrimento, la ritardata consegna o il danneggiamento dei bagagli, la mancanza di servizi essenziali negli alloggi, le caratteristiche dei luoghi e degli alberghi diverse rispetto a quelle prospettate, etc.

L’organizzatore del viaggio è il responsabile del danno provocato dal mancato adempimento di una o più condizioni contrattuali. Ed è anche il responsabile di ogni problema relativo alla qualità dei servizi e agli inadempimenti causati dai fornitori da lui scelti (compagnia aerea, albergatori, guide turistiche).

Il turista ha diritto di rivalersi esclusivamente sull’organizzatore della vacanza rovinata. Quest’ultimo potrà successivamente rivalersi nei confronti dei fornitori inadempienti.

Il cliente potrà quindi chiedere risarcimento e rimborso vacanza rovinata al tour operator, anche se il servizio era stato prestato da terzi. E all’agenzia di viaggi, in quanto mandataria e quindi responsabile delle formalità di vendita, prenotazione e informazione del turista.

 

Attenzione

Il danno da vacanza rovinata si aggiunge, ma non si sostituisce, a tutte le altre forme di danno che è possibile chiedere in caso di inadempimento contrattuale per l’acquisto di pacchetti turistici.

Per chiedere il risarcimento del disagio psicofisico occorre provare che sia stato causato da un grave inadempimento del contratto. I semplici disservizi non sono ritenuti sufficienti.

Tuttavia, se a causa di un disservizio il cliente subisce un danno di natura patrimoniale o esistenziale, potrà essere risarcito, nonostante l’inadempimento non sia stato grave.

 

 

Risarcimento vacanze: cosa dice la legge

Il consumatore che subisce un danno da vacanza rovinata viene tutelato, oltre che dal Codice del Consumo, anche da un testo specifico: il Codice del Turismo (D. Lgs. 79/2011).

All’art. 47 prevede che: “Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile, il turista può chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta.

Un viaggio è da intendersi come vacanza rovinata nel momento in cui la vacanza stessa viene meno, in parte o in tutto, per motivi diversi:

  • mancato trasporto verso la località prescelta
  • soppressione del volo
  • negato imbarco o ritardo prolungato
  • smarrimento, danneggiamento o consegna tardiva del bagaglio, dopo un viaggio aereo
  • inospitalità delle strutture ricettive
  • mancata accoglienza nelle strutture ricettive o di livello qualitativo differente da quello pattuito al momento dell’acquisto

Tutti questi esempi, e altri, consentono di inoltrare la richiesta di risarcimento da vacanza rovinata.

 

Lo sapevi che…

Il tour operator risponde anche dei danni causati dai suoi ausiliari?
A confermarlo è una sentenza della Corte d’appello di Bari sez. II (n. 46 del 16/01/2018). Perché – nel caso dei contratti turistici “tutto compreso” – il creditore si trova a dover prendere atto dei collaboratori scelti dal tour operator (vettore aereo, albergatore etc.), non avendo alcuna voce in capitolo sulla scelta.

 

Quando richiedere il risarcimento danno da vacanza rovinata

Per richiedere il risarcimento danno da vacanza rovinata, l’ordinamento prevede che sia il consumatore a informare dei disagi subiti – tramite reclamo – l’agenzia viaggi, il tour operator, la compagnia aerea o navale:

  • durante lo stesso viaggio, esponendo il problema all’organizzatore o al fornitore del servizio
  • al rientro, inviando una lettera raccomanda A/R all’organizzatore, entro 10 giorni dall’arrivo.

Termine di prescrizione

Il diritto al risarcimento del danno patrimoniale si prescrive entro 1 anno, mentre quello del danno esistenziale entro 3 anni. Tale termine si calcola a partire dalla data di rientro del turista nel luogo di partenza.

A prova del disagio, il turista dovrà documentare il danno arrecato con immagini, fatture, dichiarazioni scritte da altri turisti e qualsiasi altro documento che possa attestare l’effettiva inadempienza totale o parziale del contratto.

L’omessa presentazione del reclamo non pregiudica la possibilità di intraprendere l’azione di risarcimento che potrà essere posta a fondamento di un presunto concorso di colpa da parte del turista danneggiato, ai sensi dell’art. 1227 del Codice Civile.

Fa eccezione il caso in cui il danno sia derivato da un inadempimento relativo alla prestazione di trasporto, in relazione al quale resterà da applicarsi il diverso termine di prescrizione previsto dall’art. 2951 del Codice Civile, ovvero 12 mesi o 18 mesi se il trasporto ha avuto inizio o termine fuori dall’Unione europea.

 

Ricorda

Per fare il tuo reclamo scegli sempre la forma scritta. Viceversa il venditore potrà sempre sostenere – in caso di contenzioso – di non averlo mai ricevuto.

Vuoi l’aiuto di un esperto per presentare in modo efficace il tuo reclamo scritto? Contattaci subito e potrai riceverlo gratuitamente!