Le cartelle di pagamento che portano a riscossione la TARSU – sulla base di procedure automatiche di formazione dei ruoli ordinari – sono soggette a rimborso tassa rifiuti.

Difatti, in assenza di fasi accertative e di liquidazione prodromiche, dette cartelle – non rispondendo al requisito della definitività – riconoscono al destinatario la possibilità di chiederne la rettifica.

Tale rettifica, nel nostro caso, si traduce nel possibile rimborso della tassa sui rifiuti, anche oltre il termine d’impugnativa.

 

Rimborso tassa rifiuti e ruoli ordinari TARSU

Per i ruoli relativi alla tassa sui rifiuti, il contribuente che ha ricevuto e pagato regolarmente la cartella – decorsi altresì i termini d’impugnativa previsti dall’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 (60 giorni) – potrà comunque successivamente richiedere il rimborso tassa rifiuti, parziale o integrale, sulla base di elementi di fatto e di diritto inficianti la legittimità della pretesa tributaria.

Nel caso dei tributi locali, il diritto è esercitabile entro il termine di 5 anni dalla data di pagamento. Così è disposto dal comma 164, articolo unico, della legge 296/2006.

Tra l’altro, proprio in tema di rimborso tassa rifiuti, già l’art. 75 del D.Lgs. 507/1993 stabiliva termini che andavano oltre quelli previsti per l’impugnativa (sei mesi e due anni).

Va precisato che le cartelle ed i ruoli sono elencati tra gli atti impugnabili stabiliti dall’articolo 19, del D. Lgs. n. 546/1992, e quindi impugnabili entro il termine perentorio di 60 giorni (come dispone l’articolo 21 dello stesso decreto).

A tal riguardo è conveniente sottolineare come le azioni di rettifica successiva del ruolo e della cartella nei casi di rimborso tassa rifiuti, prospettati nel presente articolo (ovvero quelli riguardanti la riscossione di tributi secondo procedure automatiche in assenza di una pregressa attività d’accertamento / liquidazione) non derogano in nessun modo alla suddetta disposizione di legge.

Esse, rappresentano di fatto una azione rivolta non agli atti formali (cartelle e ruoli) bensì al rapporto sostanziale intrattenuto con l’ente impositore (tassa pagata in eccesso).

 

Rimborso tassa rifiuti: la giurisprudenza

A seguire, la giurisprudenza che conferma il principio di non definitività delle cartelle relative alla tassa sui rifiuti.

Difatti, la Corte di cassazione, con l’Ordinanza n. 20213/2015, ha sottolineato la peculiare natura del ruolo ordinario TARSU, affermando che “Le cartelle esattoriali adottate in virtù di procedure che consentono di prescindere dal previo accertamento dell’esistenza del titolo,… non possono considerarsi rette dalla irretrattabilità e definitività del titolo”.

La Cassazione trattando ovviamente della tassa sui rifiuti, si riferisce ai ruoli ordinari TARSU, ovvero quelli che riscuotono il tributo senza una precedente emissione di un atto d’accertamento o di liquidazione, sulla base della tacita accettazione delle condizioni di tassazione adottate per l’anno d’imposizione precedente.

In ogni caso, sarà sempre facoltà del contribuente, al ricevimento di una cartella con un ruolo ordinario tributario formato automaticamente in base ad iscrizioni relative agli anni d’imposizione pregressi, in assenza di prodromiche azioni accertative, chiederne la rettifica ed invocare il rimborso tassa rifiuti, quale tributo eventualmente versato in eccesso.

 

Come richiedere il rimborso tassa rifiuti

Come abbiamo visto, è possibile contestare le cartelle non corrette e richiedere a posteriori il rimborso tassa rifiuti.

Pertanto, il contribuente che volesse richiedere il rimborso tassa rifiuti o deve contestare cartelle emesse a questo titolo, può affidarsi alla attività di consulenza ed assistenza dell’Unione dei Consumatori.

Contattaci ai numeri 091 6190601 – cell: 370 1220734 (Anche Whatsapp) o in alternativa compila on line una richiesta di assistenza, corredata da documentazione.

Un nostro consulete valuterà la fattibilità del rimborso tassa rifiuti e ti ricontatterà in breve tempo.