Introduzione

Se ne parla sempre, ma se ancora non hai ben capito cosa sono le accise e come funzionano, non preoccuparti.

In questo articolo, ne parleremo in modo dettagliato: scopriremo quali sono le novità e i tagli previsti e ne conosceremo i risvolti a livello nazionale, europeo e mondiale.

Ovviamente, potrai richiedere il nostro supporto e ricevere una consulenza in materia.

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INDICE

Cosa sono le accise?

Se vuoi sapere cosa sono le accise e conoscere il loro significato, sei nel posto giusto!

Le accise sono, molto semplicemente, delle imposte. Volendo essere più precisi, si tratta di imposte indirette, cioè differenti dalla principale, ovvero relative all’IVA.

Esse gravano sulla produzione e sui consumi di diversi prodotti di larga diffusione come la benzina, le sigarette, i prodotti alcolici e così via.

In origine, esistevano le imposte:

  • sulla fabbricazione
  • quelle di consumo
  • quelle aggiuntive di consumo applicate da ogni stato membro dell’Unione Europea a queste categorie di prodotti.

Poi, ecco l’avvento dell’accisa. Un concetto con cui il legislatore ha cercato di regolamentare in modo più preciso il gettito derivante dalla produzione e dal consumo di alcuni particolari prodotti.

Applicate da ogni Stato membro in modo autonomo e secondo criteri diversi, le accise vengono imposte sia sulle materie prime e sui prodotti realizzati sul territorio nazionale che su quelle importate dall’estero.

In questo secondo caso, diventano degli oneri doganali da riscuotere al momento dell’operazione doganale (non sono considerate dazi).

 

Su quali prodotti vengono calcolate?

Le accise attualmente in vigore si applicano solo su alcuni beni, quali:

  • oli minerali e loro derivati (benzina, gasolio, gpl, gas metan)
  •  bevande alcooliche (liquori, grappe, brandy)
  • fiammiferi
  • tabacchi lavorati (sigarette)
  • energia elettrica
  • oli lubrificanti

 

Perché sono fondamentali per l’economia degli Stati

Volendo dare una prima risposta a cosa sono le accise, non si può prescindere da una ovvia considerazione: questa tipologia di imposta è una vera e propria manna dal cielo per le casse erariali dello Stato.

Infatti, un aumento delle accise sulla benzina provocherebbe un incremento sensibile delle entrate nel bilancio statale (oltre ai malumori di consumatori e compagnie petrolifere).

Il legislatore ha fatto spesso ricorso ad esse per fronteggiare disastri naturali e altre situazioni di emergenza, in modo tale da trovare subito fondi importanti.

Quindi, se ti stai chiedendo cosa sono le accise, devi innanzitutto sapere che ancora oggi risultano essere uno strumento fondamentale per l’economia degli Stati.

La modifica del loro peso provoca, infatti, un immediato balzo delle entrate.

Come dicevamo prima però, ogni Stato membro ha una politica economica diversa e applica le accise in maniera – talvolta – anche diametralmente opposta.

Ci ritroviamo, quindi, con Paesi in cui non vi sono accise o sono incredibilmente basse e con altri dove esse superano addirittura il costo stesso del prodotto.

 

Come funzionano e come si calcolano?

A differenza dell’Iva che si calcola sul prezzo del prodotto (4, 10 o 22%), le accise si applicano sulla base del quantitativo prodotto o venduto.

Da questo si capisce il motivo per il quale, ad esempio, rispetto agli altri paesi europei, il costo del petrolio e dei carburanti non scende nella stessa misura.

Difatti, l’accisa è insensibile alle variazioni di prezzo e rimane quindi costante anche se il costo di un prodotto scende.

Cosa ben più amara è che, per volontà dei Governi, tutt’oggi paghiamo ancora accise istituite nel 1935 (ad esempio per finanziare il costo della guerra in Etiopia nonostante l’Italia non abbia più colonie da oltre 70 anni)