Vuoi ottenere rimborso del canone di depurazione quando nel tuo comune manca il depuratore? Ecco come fare grazie a Unione dei Consumatori

Si tratta di una tassa non dovuta pagata abitualmente, che i gestori del servizio dovranno restituire entro cinque anni. Lo stabilisce una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la Legge Galli.

La morale è che tutti gli utenti che hanno pagato somme non dovute hanno diritto al rimborso del canone di depurazione acque. Diritto che, comunque, va richiesto poiché il rimborso non arriva né in bolletta né con un assegno a casa.

Come richiedere il rimborso della tassa di depurazione acque reflue?

Il rimborso va richiesto in forma scritta dal singolo utente che ne ha diritto. Non sono rimborsabili le componenti di costo della tariffa relativi alla progettazione, alla realizzazione e al completamento degli impianti di depurazione a servizio dell’utenza che ha diritto al rimborso. Allo stesso modo, non hanno diritto al rimborso i costi relativi ad impianti temporaneamente inattivi e ai casi in cui al servizio di depurazione si sia provveduto collegandosi ad un impianto al servizio di altre comunità di utenti (se previsto nel programma d’ambito).

In merito alla procedura di rimborso della tassa di depurazione acque reflue, sono le autorità d’ambito idriche locali a stabilire gli importi da rimborsare, con i relativi interessi. Per le utenze gestite direttamente dai comuni, sono gli stessi enti che vi provvedono. Il rimborso può avvenire anche a rate e mediante compensazione in bolletta.

Per ogni informazione e per avviare le procedure per il rimborso: Contattaci o chiamaci al numero 091 6190601.