Introduzione

Devi fare un reclamo mediazione tributaria, ma non sai come impostarlo?

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INDICE

Le novità dell’istanza di mediazione tributaria

Il reclamo mediazione tributaria è stato introdotto nel D.L. n. 50/2017 per risolvere le controversie in materia tributaria e, in particolare, per richiedere all’Agenzia delle Entrate – o ad altri Enti – l’annullamento di un atto che si ritiene illegittimo e per il quale si intende presentare ricorso.

Da gennaio 2018, l’istanza mediazione tributaria diventa obbligatoria anche per le cause di valore più elevato.

Il valore della lite, al di sotto del quale è obbligatoria la mediazione tributaria, viene incrementato per le cause contro il fisco – come accennato poc’anzi – da 20 a 50 mila euro.

Trattandosi di una disciplina assai delicata, è opportuno che tu faccia attenzione ad alcuni aspetti particolari.

Innanzitutto, devi sapere che, ai fini del computo dei giorni, va presa in considerazione la data in cui il contribuente riceve l’atto notificato e non la data di spedizione dello stesso da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Altro aspetto fondamentale del reclamo mediazione è dettato dal fatto che la proposizione dell’impugnazione produce, oltre agli effetti sostanziali e processuali del ricorso, anche quelli propri del reclamo.

Ciò significa che il reclamo non è più da ritenersi un atto distinto dal ricorso, piuttosto s’intende presentato automaticamente.

Contrariamente a quanto avvenuto prima, a partire da gennaio 2018 l’atto attiva, a priori, un procedimento di carattere amministrativo ed eventualmente, soltanto in un secondo momento, richiede l’intervento dell’autorità giudiziaria.

In parole povere, non è più necessario che il contribuente che voglia presentare ricorso, debba presentare innanzitutto l’apposita istanza di reclamo mediazione tributaria.

 

Quali atti riguarda il reclamo mediazione tributaria

Le controversie a cui può essere applicata la nuova disciplina del reclamo mediazione tributaria riguardano i in cui non sia decorso il termine di 90 giorni dall’avvenuta presentazione di istanze relative a rimborsi superiori a 20 mila e fino a 50 mila euro.

Al contrario, la disciplina non vale se – alla medesima data – tale termine risulti già scaduto.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è dettato dal fatto che, per i ricorsi notificati a partire dall’1° gennaio 2016, l’applicazione del reclamo mediazione è estesa a tutte le controversie: comprese quelle in cui la parte in giudizio sia un ente diverso dall’Agenzia delle Entrate.

Tra questi, ricordiamo, ad esempio, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Agente della Riscossione oppure un ente locale.

 

Gli elementi obbligatori nel reclamo mediazione tributaria

Il reclamo mediazione, per essere ritenuto valido, deve contenere specifici elementi obbligatori:

  • dati personali, domicilio ed eventuale PEC ovvero dati e domicilio del difensore (se nominato)
  • dati dell’atto impugnato: nome dell’ente impositore, numero di protocollo e data della notifica
  • motivo di contestazione dell’atto
  • richiesta specifica da parte del contribuente
  • valore della lite

All’istanza di mediazione tributaria vanno allegate le copie dei documenti da depositare.

Il ricorso può essere presentato dal contribuente, dal procuratore generale o speciale, dal rappresentante legale oppure dal difensore munito di delega.

Se l’istanza viene accettata, il contribuente ottiene una riduzione automatica delle sanzioni amministrative pari al 40%.