Introduzione

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INDICE

Uno sguardo al problema

Richiedere un risarcimento danni medico prevede alcune azioni fondamentali, atte a predisporre gli interventi necessari.

Queste azioni consistono nel chiedere informazioni ai medici su come si svolgerà la cura o il ricovero.

Non andrà tralasciato di riferire al medico tutte le informazioni che sono richieste in fase di ananmesi (le domande che il medico e l’anestesista porgono prima della cura o ricovero).

Ecco di seguito alcune informazioni per valutare al meglio la problematica.

 

Il consenso informato

Anzitutto, in caso di danno medico, occorre leggere con attenzione il consenso informato e la Carta dei diritti del malato, che dovrebbe essere presente in tutte le strutture sanitarie.

Quando il trattamento finisce, e anche se non ci sono stati problemi, il paziente deve sempre richiedere la propria cartella clinica.

Questa sarà consegnata in 30 giorni circa, a seguito di pagamento.

In caso di problemi, è buona norma segnalare eventuali disservizi all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico).

La legislazione italiana prevede che il paziente possa decidere se vuole essere curato o no per una determinata malattia, per cui si autorizzano i medici e gli operatori sanitari a intervenire attraverso il consenso informato.

 

Errore medico e responsabilità

Firmare il consenso non significa che il medico o gli operatori sanitari sono al riparo da qualsiasi danno medico.

Molti pazienti che sono incorsi in errori medici, non sporgono denuncia perché prima di un intervento hanno firmato il consenso informato e ritengono di non averne diritto.

Difatti, firmare il consenso informato con cui si autorizza il medico a intervenire, non solleva il medico o la struttura ospedaliera dove il paziente ha subito un danno, da ogni responsabilità civile e/o penale.

Il consenso informato è valido se il paziente è stato informato sui rischi, controindicazioni e alternative a quel tipo di intervento prima della firma.

Toccherà, poi, al medico provare che il malato è stato sufficientemente istruito sulle procedure che sarebbero state messe in atto.

 

La prima cosa dare quando si ipotizza un errore medico

Nel caso in cui ci sia un errore medico che comporti danni fisici ai pazienti in cura, è bene chiedere spiegazioni su quanto sia realmente accaduto al medico responsabile dell’intervento.

In caso di ricovero, si potrà fare altrettanto con il collega che ha seguito la vittima dell’errore.

In caso di opposizioni, i parenti o la vittima possono rivolgersi direttamente al direttore sanitario della struttura che, consultata la cartella clinica, fornirà tutte le spiegazioni del caso.

Se i chiarimenti non sono sufficienti, il passo successivo è di richiedere all’amministrazione dell’ospedale o della clinica copia autenticata della cartella clinica e operatoria.

In questo caso, è preferibile richiedere anche il “consenso informato”, insieme alla copia della firma del paziente, così da prepararsi per un eventuale risarcimento errore medico.

Il paziente deve essere messo a conoscenza di tutto ciò che sarà fatto per la sua malattia, delle cure, del tipo di intervento operatorio e dei rischi che potrà correre.