Depressione maggiore invalidità: desideri sapere se hai diritto a godere di specifiche tutele?

Stando alle statistiche, quello depressivo maggiore è il disturbo psicologico più diffuso al mondo. Una patologia che spesso viene sottovalutata, ma che rappresenta una vera e propria trappola psicologica senza apparente via d’uscita, in grado di compromettere la vita sociale e lavorativa di chi ne è vittima.

Chi è costretto a convivere con questo disturbo, però, può contare sulla legge e far valere il proprio diritto di ottenere l’invalidità civile.

Chiunque non possa svolgere le normali attività lavorative a causa della depressione maggiore o non possa godere delle stesse opportunità di chi non è affetto da tale disturbo, deve essere tutelato dallo Stato.

Vediamo, quindi, di capire meglio cosa si intende con depressione maggiore invalidità e come puoi avvalerti del nostro supporto per ottenere le tutele che ti spettano.

 

 

Cos’è la depressione maggiore?

Come già accennato, la depressione maggiore o disturbo depressivo maggiore (MDD), da cui poi deriva la depressione maggiore invalidità, è in grado di compromettere significativamente la vita di chi ne è afflitto, influendo negativamente anche sulle relazioni sociali e sulle sue effettive capacità lavorative.

Ma quali sono i sintomi?

Solitamente, la depressione maggiore si manifesta con stati di insoddisfazione, insicurezza, pessimismo e profonda tristezza. In tal senso, svolgere anche piccole azioni quotidiane diventa complicato, perché il soggetto è imprigionato in un meccanismo disforico che lo costringe a chiudersi in se stesso.

Secondo alcuni studi scientifici, ad esserne colpiti, sono soprattutto soggetti di sesso femminile (circa il 25% contro il 12% dei soggetti di sesso maschile).

In ogni caso, esistono diversi livelli di gravità del disturbo della depressione. Va da sé che le forme più gravi di depressione maggiore presentano anche un numero di sintomi superiore e, pertanto, i soggetti che convivono con tali patologie hanno l’assoluto diritto di ottenere agevolazioni e benefici da parte dello Stato.

E, difatti, a tutelarli è proprio la legislazione italiana. Ma cosa dice la legge al riguardo?

 

Cosa dice la legge sull’invalidità per depressione maggiore

Secondo la legge 104/1992, relativamente alla depressione maggiore invalidità, sia i soggetti con disabilità e disturbi dell’umore che i loro familiari devono essere tutelati e godere di specifici diritti.

Si parla di disturbi tali da determinare – per l’individuo – serie difficoltà nell’integrazione, nelle relazioni o nell’apprendimento e rappresentare, quindi, veri e propri ostacoli per la sua crescita sociale e individuale.

Nello specifico, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie capaci di:

  • compromettere la normale capacità lavorativa, in un’età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi;
  • determinare l’incapacità di svolgere normali attività quotidiane tipiche della sua età, quindi, anche se possiede meno 18 anni o più di 65 anni e 7 mesi.

Inoltre, l’individuo che deve essere tutelato presenta delle limitazioni che possono essere:

  • fisiche;
  • psichiche;

Lo Stato mette a disposizione di questi soggetti delle particolari tabelle ministeriali che illustrano le diverse patologie e le differenti percentuali di invalidità o infermità, per le quali gli stessi possono godere di particolari tutele.

Nel caso della depressione maggiore invalidità, che – nelle circostanze più gravi – può tradursi come un vero e proprio handicap in quanto limita la capacità lavorativa o lo svolgimento delle attività quotidiane del soggetto, faremo un breve accenno proprio sulle percentuali di invalidità che danno diritto alle agevolazioni.

 

Invalidità civile per depressione maggiore: quali sono i benefici?

Com’è già chiaro, gli invalidi civili vengono tutelati dalla legge in quanto riconosciuti come individui in possesso di specifici requisiti, per i quali sono previsti – ovviamente – particolari benefici, sia di tipo fiscale che di tipo tecnico e assistenziale.

È proprio una commissione medica a effettuare le opportune valutazioni al fine di riconoscere o meno la depressione maggiore invalidità del soggetto e l’impatto che questa patologia ha sulla sua capacità di svolgere attività di qualsiasi tipo.

Per quanto riguarda i benefici, questi riguardano:

  • l’iscrizione alle liste speciali nei centri per l’impiego per consentire un’assunzione agevolata ottenibili, a partire da un’invalidità del 46%;
  • l’assistenza sanitaria e le agevolazioni fiscali se il soggetto presenta un’invalidità che va dal 33% al 73%;
  • l’esenzione del ticket sanitario, a partire da un’invalidità del 66%;
  • l’assegno di accompagnamento se il soggetto è inabile e necessita dell’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • il riconoscimento dello stato invalidante (o il diritto all’indennità di frequenza se si tratta di minore) se il soggetto manifesta delle difficoltà persistenti nello svolgere azioni tipiche della propria età.

Per poter accedere alle agevolazioni fiscali e lavorative previste con la legge 104/1992, è necessario che il soggetto si sottoponga ad esami e accertamenti clinici da parte di unità sanitarie locali che possano evidenziarne limitazioni, minorazioni o reali difficoltà psico-motorie.

Inoltre, sia per i soggetti diversamente abili che per i familiari, sono previste diverse tutele come, ad esempio:

  • la possibilità di acquistare veicoli con un’IVA agevolata del 4% e con una detrazione del 19%;
  • una detrazione fiscale prevista per le spese mediche o sanitarie, per l’utilizzo dei mezzi pubblici o privati e per i figli a carico;
  • l’esenzione fiscale per il pagamento del bollo auto;
  • la possibilità di richiedere 3 giorni di permesso retribuito e fruire del congedo parentale straordinario o di prolungarlo;
  • la possibilità di optare per una sede di lavoro specifica.

 

Depressione maggiore e invalidità in percentuale

Per accedere alle tutele previste per legge relativamente alla depressione maggiore invalidità, è necessario che il soggetto in questione possieda i requisiti per inoltrare la domanda.

Le percentuali di invalidità sono riconosciute dall’INPS e sulla base di specifici esami clinici è possibile capire se il soggetto ha diritto o meno a beneficiarne.

Vediamo di seguito i disturbi e le relative percentuali di infermità o invalidità per le quali è possibile presentare richiesta:

  • disturbo amnesico persistente indotto dall’utilizzo di sostanze/farmaci, con un’invalidità del 100%;
  • depressione maggiore ricorrente (tab. c1-c2, deficit moderato) con un’invalidità dal 61 all’80% o con un’invalidità del 100% per deficit grave;
  • schizofrenia (di tipo disorganizzato, paranoide o catatonico (tab. b1- b2-b3, deficit moderato), con un’invalidità del 75% o tab. b1- b2-b3, deficit grave con un’invalidità del 100%;
  • schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit moderato), con un’invalidità del 75% o del 100% con deficit grave;
  • ritardo mentale di media gravità, ovvero con un q.i da 35-40 a 50, e con un’invalidità dal 61 all’80%;
  • ritardo mentale grave e profondo, ovvero con un q.i.: < 35-40, e con una invalidità del 100%.
  • disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave), con un’invalidità del 100%;
  • disturbi deliranti come paranoia, delirio condiviso o parafrenia) con un’invalidità del 75%;
  • anoressia nervosa (tab. d, deficit grave), con un’invalidità dal 75 al 100%;
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit moderato), con un’invalidità dal 61 all’80%;
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave), con un’invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (tab. c1-c2, deficit grave), con un’invalidità del 75%.

 

Invalidità civile per depressione maggiore: altre patologie e percentuali riconosciute

La depressione maggiore invalidità è riconosciuta e tutelata per legge anche nel caso in cui si accertino le seguenti patologie, con un livello che va da lieve a grave, e le relative percentuali di invalidità.

È il caso della sindrome depressiva endoreattiva:

  • lieve, con una invalidità del 10%;
  • media, con una invalidità del 25%;
  • grave, con un’invalidità dal 31 al 40%.

Della sindrome depressiva endogena:

  • lieve, con una invalidità del 30%;
  • media, con un’invalidità dal 41 al 50%;
  • grave, con una invalidità dal 71 all’80%.

E infine, della nevrosi fobico ossessiva che può essere:

  • di media entità, anche ipocondriaca, con un’invalidità dal 21% al 30%;
  • lieve, con una invalidità del 15%;
  • grave, con una invalidità dal 41% al 50%.

Rientrano tra le patologie relative al disturbo depressivo maggiore, anche la nevrosi ansiosa (con una invalidità del 15%) e la psicosi ossessiva (con un’invalidità che va dal 71% all’80%).

Come si evince, non è facile distinguere tra le diverse tipologie di disturbo né riconoscere nel dettaglio il livello di gravità con cui essa si manifesta. Questo perché l’invalidità viene riconosciuta tenendo conto anche di una serie di disturbi correlati alla depressione maggiore, come quelli sopracitati.

Bisogna anche considerare che, sulla base del livello di gravità della depressione, viene riconosciuta una percentuale di tutela che può essere anche ridotta (meno del 50%) nel caso di forme di depressione di media o lieve entità.

 

Come richiedere e ottenere le tutele per depressione maggiore invalidità

Abbiamo compreso meglio cosa si intende quando si parla di depressione maggiore invalidità, quali sono i disturbi e le relative percentuali per le quali è possibile ottenere agevolazioni fiscali e lavorative.

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