Per i viaggiatori gli spostamenti con i mezzi di trasporto, sia nei viaggi di piacere che in quelli di lavoro possono sempre tramutarsi in un’incognita per diverse ragioni. Tanto più se le distanze sono grandi e se si deve prendere un aereo. Vi è già capitato di arrivare all’aeroporto e di sentirvi dire che non potevate partire? E la causa era un numero superiore di prenotazioni, ovvero il cosiddetto: overbooking?

Se vi è successo forse non eravate ancora al corrente, da passeggeri, che si deve esercitare il diritto di rimborso per overbooking. Se invece non siete ancora incappati in una situazione del genere è opportuno sapere in anticipo di cosa si tratta. Non c’è infatti una categoria univoca di rimborso per overbooking e vanno analizzati differenti parametri per capire quanto possiamo recuperare in termini economici.

Disagi aerei: negato imbarco

Il numero in esubero di prenotazioni dipende dal fatto che le compagnie aeree, per tutelarsi dall’assenza eventuale e da un numero inferiore di passeggeri, vendono più biglietti rispetto a quanti sono i posti disponibili. Queste prenotazioni in eccesso vengono fatte in base a delle statistiche, che però non sempre si tramutano con esattezza in realtà. Ciò può succedere con tutte le tipologie di compagnia aerea:

  • voli di linea
  • voli charter
  • voli low cost

Non è raro quindi che il passeggero si trovi a rimanere a terra per negato imbarco. Certo, se si vede svanire la propria vacanza o se si è costretti a saltare un importante appuntamento di lavoro, non si è facilmente consolabili. In queste circostanze capita soprattutto che l’ira la faccia da padrone. Ma è proprio in questi momenti, invece, che si deve sapere cosa ci spetta per imbarco negato. Quando si verifica esattamente il negato imbarco? Nel momento in cui il personale della compagnia aerea ha appurato che non c’è nessuno disposto volontariamente a rinunciare al volo. E così il personale rifiuta ad alcuni passeggeri di imbarcarsi.

Imbarco negato: quale rimborso per overbooking è previsto?

Se ciò avviene si deve far valere il proprio diritto di rimborso per overbooking. Infatti bisogna tenere a mente che, sia per imbarco negato, sia in altri casi di disservizi aerei, esiste sempre una carta dei diritti a cui fare riferimento. E questi diritti non dipendono dal tipo di volo che si è scelto e prenotato o dal suo costo. Sono diritti previsti dalla legge e che vanno difesi. Come si fa a sapere quale rimborso per overbooking è congruo? Per valutare le quote esatte di rimborso per overbooking bisogna far riferimento alle tratte chilometriche, come illustrato di seguito:

  • per voli con percorrenza fino a 1500 Km prevista quota di rimborso di: 250 Euro;
  • per voli con percorrenza da oltre 1500km fino ai 3500 km prevista quota di rimborso di: 400 Euro;
  • per voli con percorrenza superiore ai 3500 km prevista quota di rimborso di: 600 Euro.

Oltre alla percorrenza si parla di voli internazionali oppure comunitari. Inoltre influisce su rimborso per overbooking l’eventuale ricollocazione su volo alternativo o l’accettazione di volare in una categoria inferiore. In questi casi le percentuali di rimborso vanno a variare.

Come richiedere un rimborso per overbooking

Insomma, i casi sono diversi e molteplici. Ma non bisogna desistere. C’è sicuramente una soluzione perseguibile in caso di negato imbarco. È più frequente di quanto pensiate che questi disagi si verifichino, quindi è importante sapere come tutelarsi. Rivolgendovi ad Unione dei Consumatori troverete aiuto ed assistenza per ottenere un risarcimento appropriato.

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