L’Antitrust ha inflitto una nuova sanzione alle compagnie telefoniche per i servizi premium non richiesti dagli utenti telefonici. L’Autorità Garante della Concorrenza ha condannato Telecom, Wind, Vodafone e H3G al pagamento di una multa che ammonta a 1 milione e 733 mila euro per non aver acquisito il consenso consapevole dei loro clienti derivante dall’attivazione di servizi aggiuntivi attraverso l’utilizzo dei cellulari, nonostante la precedente “tirata d’orecchie” dell’Autorità avvenuto a Gennaio.

La politica poco trasparente applicata nei confronti dei loro clienti, aveva infatti portato la stessa Autorità a infliggere una multa complessiva di 5 milioni di euro, a tutela di coloro che si sono visti attivare servizi aggiuntivi indesiderati addebitati sul proprio conto telefonico, anche in modo involontario.

Tuttavia, secondo l’Antitrust, le compagnie telefoniche non hanno ottemperato alle direttive di tale provvedimento, in quanto in questi mesi non hanno messo a punto un sistema idoneo a garantire l’acquisto consapevole dei servizi.

Un settore come quello dei servizi telefonici richiede un’elevata tutela da parte del consumatore: non è infatti sufficiente la semplice attivazione tramite un clic dell’utente, poiché quest’ultimo non sempre può digitare consapevolmente; capita infatti che mentre si naviga con il proprio cellulare si possa cliccare in svariate zone dello schermo in modo accidentale.

Ricordiamo che la Corte di Cassazione nella sentenza n° 19882/2013 ha stabilito che il “gestore telefonico non può vantare alcun credito per la prestazione di servizi non richiesti, in quanto necessita l’approvazione esplicita, o almeno una preventiva negoziazione”, e che nel caso in cui il consumatore si vede addebitare tali servizi può richiedere all’operatore l’annullamento del contratto relativo al servizio e la restituzione delle somme.

Il consumatore può difendersi dall’attivazione dei servizi non richiesti. Come abbiamo trattato in precedenza a seguito della prima sentenza dell’Antitrust, egli può adottare le seguenti misure:

  1. fare attenzione mentre si naviga con lo smartphone, evitando di cliccare su banner pubblicitari relativi a giochi, suonerie, gossip, contenuti per adulti;
  2. prestare attenzione a SMS di benvenuto in nuovi servizi attivati, e rispondere con un messaggio contenente il termine “STOP”;
  3. controllare periodicamente la bolletta telefonica;
  4. richiedere il blocco dei servizi telefonici aggiuntivi.

Il consumatore, però, può anche agire per ottenere il risarcimento. In questo caso, gli esperti Udiconsum possono assisterlo nelle procedure di reclamo e in quelle di assistenza nel caso in cui si configuri una responsabilità da parte dell’operatore telefonico. A tal proposito è attiva la nostra iniziativa pensata per coloro che hanno subito dei disagi derivati da disservizi legati alla telefonia, e ottenere un risarcimento congruo al tipo di danno subito: associandosi con una tessera in convenzione, egli otterrà una consulenza specifica gratuita in merito al disservizio e l’assistenza legale di tipo giudiziale o stragiudiziale. Per maggiori informazioni, è possibile visitare la sezione del nostro Sito Web dedicata.