Guida alla Carta dei Servizi

Quando si sottoscrive un contratto di telefonia o connettività Internet, l’utente si trova inserito in un sistema di regole che disciplinano scadenze, costi e penali di recesso.

Il rapporto contrattuale prevede però obblighi precisi anche in capo ai fornitori del servizio.

Nell’articolo trovi:

  • la definizione e base giuridica della Carta dei Servizi,
  • gli obblighi dei gestori,
  • le tempistiche massime per servizio,
  • reclami e indennizzi automatici
  • la differenza tra indennizzo e risarcimento del danno.

La Carta dei Servizi: definizione e base giuridica

La Carta dei Servizi è il documento ufficiale che stabilisce i requisiti qualitativi e quantitativi delle prestazioni erogate dall’operatore. La sua adozione è un obbligo di legge derivante dalle direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom), a partire dalla Delibera n. 179/03/CSP e dai successivi aggiornamenti normativi.

Mentre le condizioni generali di contratto disciplinano gli aspetti economici e amministrativi della fornitura, la Carta dei Servizi rappresenta lo strumento di garanzia tecnica e giuridica dell’utente. Essa definisce obbligatoriamente tre macro-aree:

  • le tempistiche di intervento: i giorni massimi entro cui l’operatore deve attivare i servizi o riparare i guasti segnalati;
  • gli indicatori di qualità: i parametri tecnici (es. tasso di disponibilità della rete, tempi di risposta dei call center) che misurano l’efficienza del provider;
  • la disciplina degli indennizzi: le somme che il gestore deve corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto dei propri standard.

La pubblicazione di questo documento sul sito web aziendale è un obbligo di trasparenza; l’omissione o la sua parziale reperibilità costituiscono una violazione delle disposizioni dell’Autorità.

I diritti fondamentali del consumatore: la mappa degli standard di qualità

All’interno di ogni Carta dei Servizi sono definiti i diritti dell’utente, divisi dalle Autorità di regolazione in due categorie:

  • Qualità commerciale: riguarda il modo in cui l’azienda si relaziona con te a livello amministrativo. Qui sono messi nero su bianco i tempi massimi per la risposta a un reclamo scritto, la puntualità nella fatturazione, la trasparenza dei costi e i tempi di attesa per parlare con un operatore del call center.
  • Qualità tecnica: riguarda l’erogazione materiale del servizio. Nella telefonia e nelle connessioni dati, si traduce principalmente nella velocità minima garantita della tua linea ADSL, Fibra FTTC o FTTH.

Il problema critico

Alcuni gestori tendono a compensare una scarsa qualità tecnica con un’apparente efficienza commerciale. Un esempio tipico: rispondere in pochi secondi al telefono per comunicare, con cortesia, che la linea è isolata e che non si sa quando il guasto verrà riparato.

Ricorda: la Carta dei Servizi tutela entrambi i fronti. Se la qualità tecnica scende sotto la soglia promessa, l’azienda è formalmente inadempiente.

In caso di rallentamenti della connessione internet, lo strumento riconosciuto in Italia per certificare il disservizio e ottenere il ripristino della linea (o il recesso senza penali) è il software Ne.Me.Sys., scaricabile gratuitamente dal portale ufficiale MisuraInternet di AgCom. I test di velocità generici reperibili online non hanno lo stesso valore probatorio nei reclami formali.

Gli obblighi dei gestori: quando la trasparenza diventa un dovere legale

I gestori non hanno solo il dovere di redigere la Carta dei Servizi, ma devono rispettare tre obblighi specifici:

  1. l’obbligo di reperibilità e aggiornamento: la Carta deve essere aggiornata periodicamente in base alle nuove delibere delle Autorità e deve essere facilmente accessibile sul sito. Renderla difficile da trovare configura una violazione dei doveri di trasparenza;
  2. l’obbligo di misurazione: le aziende devono monitorare costantemente le proprie prestazioni tramite indicatori specifici, senza margini di discrezionalità;
  3. l’obbligo di pubblicazione dei risultati: ogni anno, i gestori sono tenuti a pubblicare i dati relativi agli standard effettivamente raggiunti.

Il paradosso informativo

Pochi consumatori sanno di poter verificare se la propria compagnia telefonica ha rispettato gli standard dichiarati nell’anno precedente. Questa asimmetria informativa può creare un divario tra le performance dichiarate sulla carta e l’esperienza quotidiana di chi segnala disservizi.

Tempistiche: i limiti che i gestori devono rispettare

Il tempo è spesso il primo terreno di scontro tra utente e gestore di fronte a un disservizio. La Carta dei Servizi stabilisce termini precisi, oltre i quali il comportamento del gestore diventa contestabile:

Servizio Tempo massimo indicativo

Riparazione guasti rete fissa

Generalmente 2-3 giorni lavorativi (varia da operatore a operatore)

Attivazione nuova linea

Variabile in base alla copertura tecnologica (indicativamente 15-30 giorni)

Portabilità del numero fisso (SPP)

3-10 giorni lavorativi: 3 giorni per le pratiche “semplici”, fino a 10 per quelle “complesse” (numerazioni multiple, PBX, ISDN)

Trasloco della linea

Variabile in base alla copertura tecnologica (indicativamente 15-30 giorni)

Portabilità del numero mobile (MNP)

Variabile, indicativamente 30-60 giorni

Nota: le tempistiche di attivazione, trasloco e riparazione guasti sono indicative e possono variare in base all’operatore e alla tecnologia di rete disponibile; per il dato esatto fa fede la Carta dei Servizi pubblicata dal singolo gestore, richiamata nei box di approfondimento più avanti.

L’obbligo di risposta al reclamo

Un altro obbligo fondamentale, tra i più frequentemente disattesi, riguarda la gestione delle segnalazioni.

Quando invii un reclamo scritto (tramite PEC o raccomandata A/R), l’operatore non può ignorarti o rimandare la risposta a tempo indeterminato.

Secondo le disposizioni AgCom, i gestori hanno l’obbligo di fornire una risposta formale entro e non oltre 45 giorni dalla ricezione del reclamo.

Anche se la risposta dell’operatore nel merito dovesse risultare corretta, il solo fatto di aver superato il limite dei 45 giorni fa scattare il diritto a un indennizzo per il ritardo nella risposta.

Indennizzi automatici: come far valere i propri diritti economici

Quando un gestore viola i tempi o gli standard previsti dalla Carta dei Servizi, subentra il diritto all’indennizzo.

Il punto centrale stabilito dall’AgCom (Delibera 347/18/CONS, che ha aggiornato la precedente Delibera 73/11/CONS) è la natura automatica dell’indennizzo.

Questo significa che il consumatore non dovrebbe dover intraprendere azioni legali complesse: l’azienda, una volta accertato il proprio ritardo (ad esempio nella riparazione di un guasto o nella risposta a un reclamo), è tenuta ad accreditare la somma spettante nella prima bolletta utile, oppure tramite bonifico o assegno.

Nella pratica, questo automatismo non sempre si verifica spontaneamente: è frequente che l’utente debba sollecitare esplicitamente l’erogazione dell’indennizzo, anche quando la norma ne prevederebbe il riconoscimento senza richiesta.

Indennizzo vs risarcimento: come calcolare il valore del danno subìto

Gli indennizzi sono calcolati su base giornaliera e sono normati dalla Delibera AgCom 347/18/CONS (e successive modifiche). Alcuni importi di riferimento:

Fattispecie

Indennizzo indicativo

Ritardo attivazione o trasloco

7,50 € per ogni giorno di ritardo

Ritardata risposta al reclamo

2,50 € per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 300 €

Ritardo nella portabilità del numero

Non inferiore a 2,50 € per ogni giorno di ritardo

Perdita del numero telefonico per colpa dell’operatore

100 € per ogni anno di anzianità di utilizzo del numero, fino a un massimo di 1.500 €

Per le linee business gli importi vengono generalmente raddoppiati rispetto allo standard consumer, con tetti massimi che possono raggiungere cifre nell’ordine delle migliaia di euro; l’importo esatto dipende comunque dalla Carta dei Servizi del singolo operatore e dal contratto sottoscritto.

Esiste poi una distinzione giuridica importante da conoscere:

  • l’indennizzo: è la cifra fissa e prestabilita dalla Carta dei Servizi per la semplice violazione della regola (es. risposta in ritardo). Spetta a prescindere da un danno economico dimostrabile.
  • il risarcimento del danno: se a causa del blackout della linea o della perdita del numero un’attività commerciale o uno studio professionale ha perso contratti e fatturato, l’indennizzo standard non è sufficiente. In questo caso, avviando una procedura di conciliazione (tramite piattaforma Conciliaweb), è possibile chiedere il risarcimento del danno effettivo, fornendo prove documentali delle perdite economiche subite (es. estratti conto, fatture, registro chiamate).

Come i singoli operatori strutturano la propria Carta dei Servizi

Non tutte le Carte dei Servizi sono identiche. Pur muovendosi entro le linee guida e i minimi garantiti fissati dall’AgCom, ogni operatore redige il proprio documento con clausole, tetti massimi ai rimborsi e procedure di reclamo specifiche: per questo è sempre consigliabile consultare la versione aggiornata pubblicata dal proprio gestore, prima di presentare un reclamo.

Di seguito le Carte dei Servizi dei singoli operatori:

Il consiglio degli esperti: prima di avviare un reclamo, scarica sempre il PDF della Carta dei Servizi specifica del tuo operatore relativo all’anno in corso: è il documento che fa fede in caso di conciliazione.

Cosa fare in caso di disservizio: i passaggi da seguire

  1. Verifica la Carta dei Servizi del tuo operatore per individuare il termine massimo previsto per il tuo caso.
  2. Invia un reclamo formale tramite PEC o raccomandata A/R, conservando la ricevuta di invio.
  3. Se il problema riguarda la velocità della linea internet, esegui un test con Ne.Me.Sys per avere un valore probatorio.
  4. Se l’operatore non risponde entro 45 giorni, o la risposta è insoddisfacente, apri una procedura di conciliazione su Conciliaweb.
  5. Richiedi esplicitamente l’indennizzo automatico, anche se l’operatore non lo ha accreditato spontaneamente

Di noi ti puoi fidare

Siamo la 1a Associazione in Italia

Su Trustpilot: non lo diciamo noi, ma chi abbiamo aiutato. Scorri le loro recensioni qui sotto.

Preferisci che un nostro legale valuti la pratica per te gratuitamente? Compila il seguente form:

1
2
3

OTTIENI IL TUO INDENNIZZO

La tua segnalazione sarà più efficace se descriverai dettagliatamente il problema, le date del disservizio, le conseguenze di quello che è successo e cosa hai fatto per risolverlo
Caratteri rimanenti: 500
Sarà utile per ricevere risposta da un nostro consulente
Sarà utile per ricevere risposta da un nostro consulente
Obbligatorio accettare per procedere
Il servizio è gratuito e consente di rimanere aggiornati su temi importanti. Viene erogato a mezzo mail e non ha una periodicità predeterminata, non ha vincoli e può essere disdetto inviando una mail a privacy@unionedeiconsumatori.it


FAQ
Cos’è la Carta dei Servizi?
È il documento ufficiale, con valore contrattuale, che fissa gli standard di qualità tecnica e commerciale che l’operatore telefonico deve garantire, oltre agli indennizzi dovuti in caso di mancato rispetto.
Che differenza c’è tra indennizzo e risarcimento del danno?
L’indennizzo è una somma fissa dovuta per la sola violazione della regola. Il risarcimento copre invece un danno economico effettivo e documentato, e va richiesto in sede di conciliazione.
Dove posso verificare la velocità della mia linea in modo legalmente valido?
Con il software Ne.Me.Sys, scaricabile gratuitamente dal portale MisuraInternet di AgCom.
Quanto tempo ha un operatore per rispondere a un reclamo?
Fino a 45 giorni dalla ricezione. Oltre questo termine matura il diritto a un indennizzo, indipendentemente dal merito della risposta.
L’indennizzo viene pagato automaticamente?
In teoria sì, per legge. Nella pratica è spesso necessario sollecitarlo esplicitamente presentando un reclamo o attivando una conciliazione.

Siamo la 1a Associazione in Italia

Su Trustpilot: non lo diciamo noi, ma chi abbiamo aiutato. Scorri le loro recensioni qui sotto.