Nell’ambito delle pratiche commerciali, indurre il consumatore a prendere decisioni di acquisto tramite inganni, è ritenuto sleale.

Per pratica commerciale scorretta s’intende qualsiasi azione, condotta, comunicazione commerciale che un professionista/azienda propone per la promozione, vendita o fornitura di beni e servizi ai consumatori in modo sleale, spingendo il consumatore ad una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso.

La legge che disciplina tali pratiche è la n. 146/2007, la quale distingue tra:

  • pratiche commerciali ingannevoli
  • pratiche commerciali aggressive

Le prime contengono informazioni non corrette o non corrispondenti al vero o comunque inducono in errore il consumatore e possono riguardare: il prezzo, la disponibilità del prodotto, le caratteristiche, le norme relative alla sicurezza.

Le seconde, invece, sono atte a limitare la libertà di scelta del consumatore mediante molestie, coercizione come: richieste ripetute di sollecitazione commerciali per telefono, posta, etc., visite presso l’abitazione del consumatore, trattenere il consumatore fino alla conclusione del contratto.

Per tutelarsi dalle pratiche commerciali ingannevoli, sarebbe necessario seguire dei semplici consigli:

  • fare attenzione al testo del messaggio pubblicitario, anche alle informazioni marginali;
  • essere a conoscenza del prezzo comprensivo di oneri o spese accessorie;
  • diffidare dai prodotti che offrono risultati miracolosi;
  • non firmare alcun modulo se prima non si sono lette tutte le condizioni;
  • accertarsi che il contratto preveda il diritto di recesso. 

 

Per la repressione delle pratiche commerciali sleali è competente l’AGCOM (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato).

Per maggiori informazioni rivolgetevi all’Associazione Unione dei Consumatori.